lunedì 19 agosto 2019

DISTURBA TURISTA DI COLORE, COSTRINGENDOLA A LASCIARE PUNTA CANNA: GIANNI SCARPA DENUNCIATO DAI CARABINIERI PER VIOLENZA PRIVATA AGGRAVATA

Ancora nell'occhio del ciclone Gianni Scarpa, il 66enne bagnino e già gestore dello stabilimento Punta Canna di Sottomarina, che due estati fa aveva installato -e poi rimosso per ordine della Prefettura- alcuni cartelli in stile fascista. Nella giornata di ferragosto l'uomo ha attuato ripetuti comportamenti discriminatori nei confronti di una giovane padovana, nata in Italia da genitori originari dell'Africa occidentale, costringendola a lasciare la spiaggia assieme a un'amica. Scarpa si è servito di musiche e messaggi diffusi da megafono e altoparlanti.

La ragazza ha quindi contattato il 112 e riferito la vicenda: al che la pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile di Chioggia è intervenuta in loco e -dopo aver verificato l'accaduto- ha denunciato Scarpa per violenza privata aggravata da finalità di discriminazione razziale, ingiuria e apologia del fascismo. Già nei giorni precedenti, sempre dagli altoparlanti di Punta Canna, Scarpa aveva inveito contro chi entra nelle feste aperte al pubblico, definendolo «m...», e giustificando le percosse che i buttafuori del Cayo Blanco avevano inferto a un disturbatore: «Se uno si comporta male - si può ascoltare dalla voce stentorea del 66enne - gli sparo nella testa e poi lo seppellisco, così evitiamo rogne. Con la m... bisogna fare così».
Pronte le prime reazioni della società civile chioggiotta: il comitato ANPI chiede di sapere se Scarpa figuri ancora quale socio "occulto" dell'impresa che gestisce Punta Canna, e torna a chiedere -se questo fosse confermato- la revoca della concessione demaniale a uso balneare. «Viceversa - si legge in una nota dell'Associazione Partigiani - se fosse ancora dipendente della società, ci aspettiamo che questa lo licenzi in tronco, affinché viva i suoi ultimi giorni nella miseria e nell'oblio, quando non dentro una prigione di Stato».

BUS URBANI DI ACTV CON PEDANE NON FUNZIONANTI: ODISSEA SOTTO IL SOLE PER UN UOMO IN CARROZZINA E L'ANZIANA MADRE

Convivere con la disabilità non è facile, tanto più quando le circostanze esterne non vengono in soccorso. Anche a Chioggia e Sottomarina, tra barriere architettoniche, regole di viabilità non rispettate, parcheggi non di rado occupati da chi non ne ha titolo ed erbacce a invadere i marciapiedi, chi è costretto a muoversi con la carrozzina deve affrontare ogni giorno mille fastidiose peripezie, nonostante i tentativi di inclusione portati avanti per esempio dagli stabilimenti balneari.
Ieri, attorno alle ore 17, ci si sono aggiunti anche i trasporti pubblici: un utente di circa 55 anni si trovava in uscita dall’ospedale di Chioggia, assieme alla propria madre di oltre 80 anni, e alla corrispondente fermata dell’autobus in strada Madonna Marina non è stato fatto salire dal momento che il mezzo era sprovvisto di una pedana di accesso funzionante. Allora l’anziana ha spinto la carrozzina del figlio alla fermata successiva, dove sono riusciti a intercettare un altro bus ancora senza pedana; per fortuna alla terza fermata una corriera era dotata di pedana ad azionamento manuale, e nel giro di qualche minuto il conducente ha acconsentito a far salire il 55enne. Comunque la si guardi, la situazione è assai disagevole per chi ha minori libertà di spostarsi: l’uomo ha preannunciato un esposto alle forze dell’ordine per segnalare la carenza di vetture equipaggiate nel parco urbano di Actv.

domenica 18 agosto 2019

BOLLETTINO DEI SEQUESTRI SULLA SPIAGGIA: SANZIONATA UN'ACQUIRENTE PADOVANA, "DASPO URBANO" A UN VENDITORE DEL PAKISTAN

Anche in questo fine settimana è stata assai intensa l'attività della polizia locale di Chioggia contro il commercio non autorizzato lungo la battigia. Sono stati 2855 gli articoli sequestrati in 13 interventi per un totale stagionale (solo riferito alla polizia locale) di ben 47125 pezzi. Nel corso delle operazioni è stata sanzionata con 50 euro una acquirente di 52 anni residente a Santa Giustina in Colle nel Padovano, che aveva comprato una vaschetta di cocco del valore di 5 euro; al venditore è stata elevata una sanzione di 10300 euro. Si tratta del terzo caso in due giorni: a quanto pare, le tre persone sanzionate -tutte di nazionalità italiana- sarebbero solo la manovalanza di una più grossa organizzazione che compra cocco e lo rivende in tutte le spiagge del litorale, appunto attraverso gli ultimi anelli della catena. Sempre oggi è stato anche notificato un "DASPO urbano" ad un pakistano che stava esercitando il commercio senza autorizzazione con un banchetto sul bagnasciuga.
Il comandante della polizia locale Michele Tiozzo spiega perché, a fronte delle decine di migliaia di articoli sequestrati, il numero delle sanzioni agli acquirenti è relativamente ridotto (8 quest'anno e in totale 14 dall'entrata in vigore della norma di regolamento che punisce chi compra dagli irregolari). La motivazione risiede nelle modalità operative adottate: «Quando si interviene nei confronti dei gruppi e assembramenti di venditori - racconta Tiozzo - si svolge l'azione in estrema rapidità, con molti agenti, e si cerca di bloccare il maggior numero di individui, recuperando più merce possibile. Queste operazioni sono particolarmente delicate perché sempre piuttosto movimentate e si deve fare attenzione che non si faccia male nessuno, soprattutto tra i bagnanti. È evidente che durante questi veloci blitz non è proprio possibile concentrarsi su chi sta curiosando tra i banchetti per accertare se abbia completato o meno qualche acquisto, la priorità è invece fermare i venditori, che possono reagire anche fisicamente, e sequestrare tutta la merce».
I controlli mirati per sanzionare gli acquirenti vengono svolti sempre in borghese, e per avere buon fine si devono individuare i venditori isolati, seguirli a distanza tale da poter documentare e dimostrare a posteriori, anche con rilievi fotografici, lo scambio merce-denaro: «Conseguentemente si interviene - spiega ancora il comandante Tiozzo - anche con numero più limitato di agenti, qualificandosi e verbalizzando sia nei confronti del venditore che dell'acquirente. Questi controlli sono di certo più sicuri, ma nello stesso tempo chiedono molto più tempo di quelli "a massa"».

sabato 17 agosto 2019

BOLLETTINO DEI SEQUESTRI: IERI SETTE AZIONI PER CENTINAIA DI ARTICOLI. MULTATI PESANTEMENTE DUE VENDITORI ITALIANI DI COCCO SENZA AUTORIZZAZIONE

Anche oggi la polizia locale di Chioggia ha effettuato sette sequestri di merce venduta in spiaggia senza le necessarie autorizzazioni commerciali e totalmente in frode al fisco. Altre centinaia di articoli che si aggiungono agli oltre 43mila sinora sottratti al mercato illecito. Tra i sequestri di ieri anche quelli operati ai danni di due venditori di cocco, italianissimi, che giravano per gli ombrelloni della zona centrale della spiaggia di Sottomarina con il secchio pieno di fette di noce di cocco, peraltro in condizioni igieniche precarie, senza alcun genere di licenza commerciale né il nulla osta sanitario a tutela della salute del consumatore.
Questi venditori ambulanti giravano per ore e ore sotto il sole cocente e spesso, camminando, la sabbia della spiaggia finisce nel secchio con l’acqua, non sempre coperto. Inoltre, gli ambulanti non utilizzano posate per servire il cocco ai bagnanti e lo porgono direttamente alle mani: proprio a causa di questa scarsa pulizia, nell’acqua in cui viene lasciato il frutto possono svilupparsi colonie batteriche pericolose per la salute, soprattutto dei bambini. A entrambi i venditori non autorizzati è stato contestato un pesante verbale, con sanzioni amministrative per 10300 euro ciascuno.

CRATERE SUL SELCIATO DELLA VECCHIA SOTTOMARINA FA ANCORA VITTIME NONOSTANTE L'ASFALTO: FRATTURA PER UN 48ENNE DEL LUOGO

Ancora vittime per il dissesto stradale a Sottomarina. Qualche giorno fa un 48enne residente nei pressi di campo Traghetto è incappato in un cratere sul terreno, mentre camminava all'altezza del bivio tra via San Marco e viale Venezia, verso San Felice: l'asfalto collocato in via provvisoria, dopo le precedenti segnalazioni relative alla voragine, non ha tenuto e così l'uomo si è fratturato la falange prossimale dell'alluce, dovendo ricorrere alle radiografie e alle cure ortopediche per stabilizzare il piede attraverso una stecca, con prognosi di 30 giorni.
«Ad un primo momento pensavo fosse una distorsione - afferma il 48enne - provavo dolori, ma non temevo si trattasse di frattura». Il cratere si era sviluppato all'inizio del mese, e per dieci giorni è stato segnalato sia alla polizia locale (intervenuta con due sopralluoghi) sia a Veritas: gli operai comunali hanno appunto gettato asfalto per la copertura, ma presto è ceduto di nuovi il terreno, dal momento che la cavità arriva fino a sotto il muro portante del primo edificio addossato.

venerdì 16 agosto 2019

BOLLETTINO DEI SEQUESTRI IN SPIAGGIA: OGGI 2100 ARTICOLI. LA POLIZIA LOCALE SI APPELLA AI CITTADINI PER SEGNALARE I DEPOSITI DELLA MERCE IN CITTÀ

Anche oggi, dopo il blitz di ferragosto assieme alla Guardia di Finanza, la Polizia Locale di Chioggia ha autonomamente effettuato l'ennesimo maxi intervento nella zona nord del litorale di Sottomarina. Sono stati 19 i sequestri odierni, per 2100 articoli, di cui 285 recanti marchi contraffatti. Novità di queste ore, i venditori non autorizzati cominciano a riunirsi in gruppi numerosi e minacciano seriamente di aggredire gli agenti, verosimilmente perché stanno perdendo troppa merce rispetto al preventivato.
Quest'estate il danno inferto dalla Polizia Locale alle organizzazioni criminali che stanno dietro al commercio illegale è stato ingente, e la paura di perdere ulteriormente grosse e preziose quantità di prodotti ha fatto incattivire i venditori: tra ieri e oggi i venditori a Sottomarina hanno perso oltre 10200 articoli (più di quanto veniva sequestrato gli anni scorsi durante un'intera stagione), di cui molti di particolare valore commerciale perché costituiti da pelletteria recante noti marchi contraffatti. «Lo scontro fisico è dietro l'angolo in ogni momento - sostiene il comandante Michele Tiozzo - e solo l'altissima professionalità del personale sta evitando rischi all'incolumità propria e dei bagnanti. A questi agenti esprimo il più vivo apprezzamento per l'impegno sempre profuso e il profondo senso del dovere dimostrato in ogni occasione».
Spiega il comandante Tiozzo: «Le modalità operative, testate dall'esperienza e condivise tra tutti i professionisti delle forze dell'ordine, richiedono interventi veloci e coordinati, con personale qualificato, in numero adeguato e con idonei strumenti tecnico-logistici sia per le comunicazioni tra gli operatori, che per caricare e trasportare la merce, oltre a eventuali soggetti fermati da condurre nelle caserme. Sicuramente non è possibile l'utilizzo di pattuglie isolate a presidiare aree magari molto vaste, come in buona fede qualche non addetto ai lavori suggerisce, perché gli operatori di polizia potrebbero essere oggetto di atti ostili e non sarebbero in grado di gestire situazioni critiche né di effettuare interventi repressivi senza entrare in condizioni di pericolo per sé e per gli altri». Il metodo adottato, quindi, secondo Tiozzo «si sta dimostrando sempre efficace e sicuro, e sarà utilizzato anche nel prosieguo della stagione balneare, con lo scopo primario di arrecare il maggior danno ai consessi criminali senza mai determinare rischi all'utenza del litorale né situazioni che possano compromettere l'ordine pubblico».
Tuttavia nel pomeriggio, anche dopo l'intervento della Polizia Locale, la zona compresa fra le torrette 5 e 6 ha continuato a essere popolata di venditori irregolari e di acquirenti: «Una riflessione è quindi doverosa - commenta il dirigente Michele Tiozzo - perché se dopo i sequestri delle ultime 48 ore,  compreso un intero deposito colmo di merce tenuto con la complicità di soggetti locali,  sono ancora presenti venditori e banchetti nella zona, significa che i centri di stoccaggio sono presenti sul territorio e sono capienti. Non è perciò possibile che la merce si muova in così elevate quantità senza che nessuno veda nulla. La Polizia Locale sporge pertanto un appello ai cittadini responsabili, affinché segnalino al Comando o alle altre forze di polizia qualsiasi situazione sospetta che possa consentire di individuare i depositi di merce irregolare nascosti all'interno del territorio urbano».

STRETTA SUI CONTROLLI, SCOPERTO IERI A SAN FELICE UN GARAGE RICOLMO DI MERCE DEPOSITATA DAI VENDITORI IRREGOLARI SULLA SPIAGGIA

L'imponente operazione interforze che ha avuto luogo ieri per stroncare il commercio non autorizzato sulla battigia di Sottomarina ha portato alla scoperta di un garage colmo di 7mila articoli destinati alla vendita, ubicato nella zona di San Felice. La struttura è nella disponibilità di un residente del luogo, il quale gestisce anche un parcheggio nei pressi della diga.
L'azione congiunta della Polizia Locale di Chioggia e della Guardia di Finanza di Venezia e Chioggia, anche con l'ausilio di un elicottero delle Fiamme Gialle che ha volteggiato per buona psrte della giornata, ha consentito il sequestro di 1100 articoli, tra cui alcuni accessori con marchi contraffatti e quindi soggetti a specifica disciplina penale. Particolare attenzione, con una conseguente stretta nei controlli, intanto viene posta all'ipotetico abuso di licenze ottenute in maniera regolare, che possono diventare appoggio per i banchetti improvvisati dai venditori illegali. Sempre nella mattinata di ieri, intanto, forze di polizia con oltre dieci effettivi in borghese hanno perquisito uno straniero piuttosto attempato in piazza Europa, al capolinea degli autobus extraurbani, e lo hanno invitato a salire nella vettura di servizio con loro.