domenica 29 settembre 2019

FURIBONDA LITE TRA EX FIDANZATE DEGENERA AL PRONTO SOCCORSO, DUE COPPIE DIVISE DALL'INTERVENTO DELLA POLIZIA

Emergono nuovi dettagli riguardo il parapiglia scoppiato ieri alle 12.30 al Pronto Soccorso dell'ospedale di Chioggia, conclusosi con l'intervento degli agenti della polizia di Stato a sedare una situazione controversa, purtroppo non la prima che càpita all'interno di uno spazio preso di mira già in passato per "regolamenti di conti". Secondo la ricostruzione del quotidiano La Nuova Venezia in edicola oggi, a darsele di santa ragione sono state due coppie, una costituita da due donne e l'altra da una donna (un tempo partner di una delle contendenti) e da un uomo originario del Marocco: l'alterco era iniziato altrove -non se ne conoscono le motivazioni, anche se prevedibilmente concernono affari assai privati- ed è proseguito appunto al Pronto Soccorso dove i quattro si erano recati per farsi refertare.
I poliziotti hanno così dovuto separare i rivali, accompagnando le due partner all'ospedale di Porto Viro per evitare contatti con gli altri due: una delle donne malmenate ha riportato la frattura a un braccio ed è stata costretta a ricorrere all'ingessatura. A quanto afferma la sua compagna, da quattro anni il marocchino e l'altra signora minacciano la coppia, con offese che hanno portato a denunce: ieri l'ultimo atto, con le parti che si accusano vicendevolmente di aver dato inizio alla diatriba e di essere arrivate alle mani. Già una volta una delle ragazze colpite ha riportato lesioni sanabili in 40 giorni di prognosi, oltre a cadere in uno stato di depressione.

sabato 28 settembre 2019

FAR WEST DI NOTTE A VIGO: 40ENNE IN MUTANDE, ALTERATO DA DROGA E ALCOOL, LITIGA CON UOMINI E DONNE. E VOLANO SEDIE FUORI DAI BAR

Scene da far west la scorsa notte, attorno all'1.30, nell'area compresa fra i bastioni Caneva e il corso del Popolo a Chioggia. Un uomo di circa 35-40 anni, residente nella zona e dedito all'uso di droghe pesanti e alcool, si trovava in stato di alterazione al centro della piazza, quando è stato convinto dalla madre a rientrare verso l'abitazione. In quei frangenti è stato raggiunto da un altro individuo, con il quale ha attaccato briga per moventi ancora in via di definizione. Al che la situazione è degenerata, estendendosi all'esterno dei bar ormai chiusi, dove il tossicodipendente -ormai ridotto in mutande- ha insultato alcuni avventori tra cui una donna, difesa prontamente dal proprio compagno.
Non pago, l'uomo ha anche malmenato a schiaffi la propria partner -di origine straniera- e fatto volare alcune sedie dell'esercizio, assieme a biciclette e caschi da motociclista. Destati dai volumi della rissa, i residenti hanno convocato le forze dell'ordine: ma quando si sono presentate le pattuglie di carabinieri e polizia, dell'esagitato non vi era più alcuna traccia, ma solo i segni del disordine all'esterno dei locali e alcuni testimoni dei fatti. I vicini hanno udito rincasare lo sconsiderato attorno alle 3 del mattino, assieme alla madre e alla fidanzata stessa.
Sempre la polizia di Stato stamane attorno alle 12.30 è intervenuta al Pronto Soccorso dell'ospedale di Chioggia, dove due donne che erano andate a farsi refertare hanno dato vita a loro volta a un'animata discussione passata presto alle vie di fatto.

CICLISTA DI 55 ANNI MOLESTATA DA GIOVANISSIMI LUNGO LA FONDAMENTA DEL LUSENZO A BORGO SAN GIOVANNI: PRONTO UN ESPOSTO AL SINDACO

Era stata già segnalata la situazione potenzialmente pericolosa che è venuta a crearsi lungo la riva ovest del Lusenzo, nei pressi del cimitero di Borgo San Giovanni, dall'assembramento di nutriti gruppi di adolescenti, che a tutte le ore del giorno sostano tra le panchine e il muro della riva a fare niente, intralciando anche il passaggio di pedoni e ciclisti.
Ieri mattina, in concomitanza con il corteo per il clima indetto dagli studenti delle scuole superiori, alcuni di coloro che hanno saltato le lezioni si sono poi diretti lungo il Lusenzo e bighellonare, se non peggio. «Avranno avuto circa sedici anni - racconta una donna di 55 che suo malgrado si è trovata a doverli affrontare - e secondo me di Greta Thunberg non sanno niente, anzi se ne fregano. Ma della maleducazione sanno essere campioni mondiali».
I fatti: attorno a mezzogiorno la signora stava andando in bicicletta da Chioggia verso Sottomarina, percorrendo appunto la fondamenta lungo il Lusenzo intitolata al professor Lorenzo Padoan. In corrispondenza del cimitero la 55enne ha dovuto fermarsi perché gruppi di ragazzi stavano sdraiati lungo la riva, strappando fili d'erba, e facevano la spola tra la sede stradale e una barca ormeggiata a fianco del muro. «Erano di un'arroganza inaudita - afferma la donna nell'esposto che ha presentato al sindaco e al comandante della polizia locale - e proferivano parole assurde e volgarissime. Alti e forti, mi hanno bloccato la bicicletta trattenendo con forza la parte posteriore.
Ho provato a fotografarli ma si sono girati di spalle». La vittima della molestia chiede al Comune l'introduzione di telecamere di videosorveglianza: «Voglio vedere se così si permetteranno ancora di distruggere i beni comuni e maltrattare persone indifese». Chissà che non sia proprio necessaria la pubblicazione di notizie e immagini senza paura, a far desistere i malintenzionati.

giovedì 26 settembre 2019

BICICLETTA ELETTRICA RUBATA NELLA NOTTE DA UN GARAGE A BORGO SAN GIOVANNI

Una bicicletta elettrica custodita all'interno di un garage è stata rubata la scorsa notte a Borgo San Giovanni. Il furto si è verificato nella zona vicina alla chiesa e alla farmacia del quartiere, e ne è rimasta vittima una signora che stamane -mentre usciva di casa per recarsi al lavoro- ha riscontrato la porta del box aperta e l'assenza della bicicletta in questione. Pare che la serratura non presenti segni di scasso evidenti e visibili, anche se una vicina di casa afferma di aver udito provenire rumori sospetti nella notte. La donna ha presentato stamane denuncia alle forze dell'ordine.

martedì 24 settembre 2019

MULTE PER QUATTRO PESCATORI CHIOGGIOTTI "PIZZICATI" A RASTRELLARE VONGOLE NOVELLE -POI SEQUESTRATE- NEL CANALE AVESA

Quattro pescatori di Chioggia sono stati sanzionati dai carabinieri per la pesca irregolare di vongole novelle nel canale Avesa, in comune di Mira. Gli uomini erano in tuta subacquea con bombole, e si sono visti sequestrare 70 kg di molluschi rastrellati: non era la prima volta che i quattro finivano sotto le attenzioni delle forze dell'ordine. I carabinieri del nucleo natanti hanno anche sequestrato il barchino e l'attrezzatura.

VANDALI ADOLESCENTI INVADONO IL PARCO AI DIRITTI DEI BAMBINI ALL'ISOLA DELL'UNIONE, LE GIOSTRE PER I PIÙ PICCOLI SONO FUORI USO

Da settimane numerosi cittadini vanno segnalando lo stato di potenziale pericolosità della situazione all'isola dell'Unione, dove bande di adolescenti sostano fino alle ore piccole lungo la passeggiata del Lusenzo, a volte impedendo o minacciando altri utenti di transitare, oltre a lasciare numerose tracce del proprio passaggio sotto forma di rifiuti non cestinati.
A questo si aggiunge, ultimamente, la scellerata volontà da parte di ragazzini ormai cresciuti di invadere il parco intitolato ai Diritti dei Bambini e di utilizzare le giostre dedicate ai più piccoli: molte di queste sono già in condizioni precarie e quindi da sostituire, senza considerare anche il disordine creato lungo vialetti interni di ghiaia. I genitori chiedono sorveglianza, magari con l'aiuto delle videocamere, di modo da risalire agli autori dei disastri.

lunedì 23 settembre 2019

LUSENZO NEL CUORE... E SOTTO L'OCCHIO DELLA POLIZIA: SEQUESTRATO HASHISH SULLA RIVA A UN GRUPPO DI GIOVANISSIMI

La bellissima passeggiata che circonda la laguna interna e unisce idealmente Chioggia a Borgo San Giovanni e Sottomarina ieri avrebbe dovuto essere teatro dell'annuale manifestazione Lusenzo nel Cuore, cancellata per via del maltempo. I lodevoli sforzi degli organizzatori non fanno però dimenticare che specie nelle ore più buie la riva del Lusenzo diventa terra di nessuno, dove già in passato si sono verificati atti vandalici anche gravi e continue intemperanze. Nelle ultime ore si è intensificato, fra l'altro, il servizio di contrasto allo spaccio e al consumo di droghe nel territorio da parte della Polizia di Stato, specie con interesse ai più giovani.
Sabato pomeriggio gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Chioggia hanno sequestrato alcuni grammi di hashish a un gruppetto di ragazzi che stazionava lungo la riva. L'attività investigativa e di perlustrazione in materia continua anche in questi giorni, da sommmare a quella preventiva del dilagare dei fenomeni in questione.

domenica 22 settembre 2019

DEGRADO AL PARCO PUBBLICO DI VALLI DI CHIOGGIA

I residenti di Valli denunciano le condizioni del piccolo parco pubblico ubicato nella frazione, dove nelle ore buie della sera i cancelli rimangono aperti all'ingresso di malintenzionati. Una panchina è stata distrutta e gettata sul prato, mentre da precedenti lavori è rimasta abbandonata una betoniera appena fuori dello spazio verde.

RELITTO NAUTICO RECUPERATO A TERRA DAL LUSENZO RISCHIA DI CREARE DANNI IN CASO DI MAREGGIATE

Lungo la riva del Lusenzo a Sottomarina, non distante dal ponte Baden Powell, è stato tratto in secca un relitto nautico, ma non a sufficienza da assicurarlo al terreno di modo che non scivoli più nella laguna. In concomitanza alle mareggiate, però, il rottame torna in acqua rischiando di danneggiare gli altri scafi ormeggiati a riva.
La situazione si acuirà senz'altro con l'andare incontro alle stagioni del maltempo. Chi ha recuperato il rudere chiede a gran voce un intervento, affinché il natante venga issato a un'altezza maggiore rispetto allo scivolo stesso.

sabato 21 settembre 2019

FURTI A RAFFICA NELLE CASE DI BORGO SAN GIOVANNI, I LADRI HANNO COLPITO ANCHE ALLA LUCE DEL SOLE

Raffica di furti negli appartamenti di Borgo San Giovanni. Negli scorsi giorni sono stati segnalati tre o quattro colpi nelle abitazioni di via Raffaele Cadorna e delle strade laterali limitrofe: i ladri hanno poi cercato di entrare anche in altre case, i cui inquilini si sono ritrovati la porta segnata dai tentativi di apertura con una chiave passepartout.
I furti sono avvenuti anche in pieno giorno, uno dei quali ieri mattina: la vittima di quest'ultimo ha denunciato il fatto alla Polizia di Stato, recatasi in loco assieme alla Polizia Scientifica per la rilevazione di eventuali impronte digitali. In almeno un caso i malviventi sarebbero riusciti a svaligiare completamente l'alloggio di denaro, preziosi e oggetti di valore.

giovedì 19 settembre 2019

INFILTRAZIONI, FESSURE, UMIDITÀ E SERVIZI INAGIBILI: LA SEDE DELLA POLIZIA LOCALE AI SALONI VA EVACUATA, LO DICE UNA PERIZIA DEL 5 SETTEMBRE

I nuovi uffici della Polizia Locale all’isola Saloni, inaugurati il 14 febbraio 2019, devono essere evacuati. Lo afferma in una perizia Edoardo dal Cin, ingegnere responsabile del servizio prevenzione e protezione del Comune di Chioggia secondo la legge 626, il quale ha svolto in loco un’ispezione lo scorso 5 settembre: nella relazione successiva, l’ingegner dal Cin raccomanda all’amministrazione comunale un intervento di risanamento approfondito e definitivo, da avviare nel più breve tempo possibile, e ritiene che debbano essere reperiti nuovi e idonei ambienti di lavoro da adibire a sede provvisoria della Polizia Locale, finché non verranno risolti i problemi di salubrità ai Saloni.
Le carenze segnalate riferiscono alla non conformità dello stabile quanto ai servizi igienici femminili, inagibili in quanto non scaricano l’acqua e rimangono intasati; all’umidità al piano interrato che provoca muffa nei capi di vestiario; alle fessure estese su pavimenti e scale, inoltre alla presenza di un persistente odore sgradevole e di diffuse infiltrazioni dai soffitti.
Le segnalazioni erano state inviate più volte -l’ultima martedì 17 settembre- dal dirigente della Polizia Locale Michele Tiozzo al dirigente del settore Lavori Pubblici Stefano Penzo: a scoprirlo è stato un accesso agli atti degli scorsi mesi effettuato dal consigliere Marco Dolfin, che allibisce al fatto che «la cosa continui ad emergere nonostante tutte le segnalazioni, e il sopralluogo della commissione consiliare.
Nell’ultimo periodo sono intervenute anche le rappresentanze sindacali degli agenti. Vogliono dire che ci hanno messo 3 mesi per il trasloco e 9 mesi per rendere effettiva l’apertura della sede, e ora non è agibile? In quali spazi può essere trasferita ora la Polizia Locale? C’è il rischio che arrivi il Prefetto e faccia commissariare il settore Lavori Pubblici! Noto solo un gran menefreghismo e disinteresse da parte dell’amministrazione, cui ha premuto solo tagliare il nastro mentre ha ignorato le segnalazioni continue agli uffici. Se nessuno è intervenuto, la responsabilità esclusiva è dell’amministrazione comunale di Chioggia».

SPACCIATORE 38ENNE DI CHIOGGIA ARRESTATO PER DETENZIONE DI OTTO PIANTE DI CANNABIS: È IN CARCERE DOPO IL PROCESSO PER DIRETTISSIMA

Ieri mattina, nell'ambito di un'indagine finalizzata al contrasto dello spaccio e del consumo di droghe, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Rovigo, in collaborazione con quelli di Chioggia, hanno perquisito un'abitazione situata nel territorio comunale di Chioggia. Nel corso delle operazioni sono state rinvenute e sequestrate all'interno dell'immobile otto piante di cannabis, del peso complessivo di 11 kg, oltre al materiale per confezionare la marijuana.
Nella circostanza è stato tratto in arresto il 38enne chioggiotto Enrik Tiengo, pregiudicato per reati analoghi, indiziato di produzione e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Tiengo ha trascorso la notte nella camera di sicurezza dei carabinieri di Rovigo, in attesa della celebrazione del processo per direttissima, avvenuto stamane al Tribunale di Venezia, che ha convalidato l'arresto e ha trasferito il 38enne al carcere di Santa Maria Maggiore.

martedì 17 settembre 2019

CINQUANTENNE CALUNNIATA: “SI PORTA GLI UOMINI IN CASA”. E LE ACCUSE FALSE DIVENTATE VIRALI LE RENDONO LA VITA DIFFICILE

Voci infamanti, che impediscono quasi di uscire di casa. Voci false, che una volta messe in giro diventano virali e contagiano anche chi è più vicino, per fare terra bruciata. Una signora di circa 50 anni, che abita a Chioggia, da circa due mesi è vittima di questa situazione: pur senza praticare comportamenti ambigui, nella vox populi soprattutto maschile passa per essere una passeggiatrice e "fare la vita". Voci tanto potenti che anche le amiche della donna ne sono state raggiunte, e camminare per strada sapendo di essere provocata rende la vita difficile.
Gli untori sarebbero due giovani, uno dei quali -di circa 30 anni- si sarebbe invaghito della donna, e probabilmente non corrisposto ha iniziato un assurdo stalking alla reputazione della signora, la quale si è dovuta anche giustificare davanti alla propria padrona di casa, nell'evidenza di non "portare uomini" dentro la stessa. Una spirale, tipica degli ambienti cittadini chiusi, che ora si fatica a fermare nonostante la disperazione e la mortificazione della donna, la quale è perfino in dubbio -si pensa per pudore- di denunciare la cosa alle forze dell'ordine, affinché indaghino (al momento) contro ignoti. Chioggia Azzurra ha raccolto il suo grido di dolore e lancia l'appello: basta, fermatevi.

UBRIACO ALLA GUIDA, 22ENNE CHIOGGIOTTO AGGREDISCE I CARABINIERI DI PADOVA: ARRESTATO IN CAMERA DI SICUREZZA

Ha aggredito i carabinieri di Padova con spinte e calci, dopo essere stato fermato per guida in stato di ebbrezza, finendo per essere arrestato. Il 22enne chioggiotto Alessandro Ciriello, alle 5 della notte fra domenica e lunedì, si trovava nei pressi della Fiera di Padova quando è salito in auto con un bicchiere di Campari in mano: i militari lo avevano già notato mentre barcollava, e l'alcool test ha rilevato un tasso di tre volte superiore a quello consentito per guidare. Ma all'atto del controllo Ciriello si è scagliato contro gli uomini in divisa, che ne hanno disposto la detenzione in camera di sicurezza dove ha dato ancora in escandescenze.

lunedì 16 settembre 2019

OBBLIGO DI FIRMA PER MARCO COLELLI: DISPOSTO IL SUO ALLONTANAMENTO DA CA' BIANCA, MA NON CI SONO CASE FINO A GENNAIO 2020

Sviluppi in vista per il caso di Marco Colelli, l'energumeno di 49 anni che ha terrorizzato con minacce e percosse gli inquilini delle case Ater di Ca'Bianca, ottenendo anche una condanna a due anni e nove mesi di reclusione. Il Tribunale di Venezia ha infatti disposto che l'uomo potrà uscire dagli arresti domiciliari, ai quali era stato assegnato e che peraltro aveva già infranto, potendo godere di uno stato di relativa libertà con obbligo di firma tre giorni alla settimana nella sede della polizia giudiziaria. Inoltre, il giudice ha dato indicazione dell'allontanamento di Colelli -e presumibilmente dell'anziana madre- dal condominio di via Rebosola dove sono accaduti i tanti misfatti degli ultimi anni: un incontro avvenuto stamane in loco tra gli avvocati, l'ufficiale giudiziario, i carabinieri e i funzionari dell'Ater ha però rinviato questo trasloco coattivo al 20 gennaio 2020, dal momento che non sono state reperite abitazioni disponibili. Ci si chiede ora dove andrà a finire Marco Colelli, e quale quartiere rischia di essere terrorizzato a sua volta dai comportamenti insani del facinoroso.

IL TAR DEL VENETO RESPINGE IL RICORSO DEL CAYO BLANCO: L'ORDINANZA DI SOSPENSIONE AD AGOSTO DA PARTE DEL QUESTORE DI VENEZIA ERA LEGITTIMA

È stata pubblicata stamane la sentenza emessa mercoledì scorso dal Tribunale Amministrativo di Venezia, che rigetta il ricorso presentato dal gestore del Cayo Blanco Fabio Damian avverso l'ordinanza del Questore di Venezia che l'8 agosto scorso aveva sospeso per 15 giorni l'attività danzante e di ristorazione nel locale sulla spiaggia di Sottomarina, a seguito del comportamento violento -e in un caso razzista- del personale di sicurezza appaltato a un'agenzia esterna.
Nella circostanza, il Cayo Blanco era stato riaperto agli eventi prima del termine, ovvero il 14 agosto anziché il 23, quando proprio lo stesso TAR valutava la «grave entità della perdita economica» in atto, e revocava il decreto di rigetto del primo ricorso emesso solo 24 ore prima. Un comportamento quantomeno ondivago, quello della giustizia amministrativa di primo grado, che trova riscontro anche nell'ultima sentenza, numero 871, la quale appunto respinge il ricorso e condanna la società Il Girasole al pagamento di 2000 euro a titolo di spese processuali: i magistrati Alessandra Farina, Marco Rinaldi e Mara Spatuzzi hanno rilevato che il Cayo Blanco era già sotto attenzione da un anno per via di episodi controversi.
«Gli interventi susseguitisi nel corso del 2018 - si legge nella sentenza - si sono ripresentati anche nel 2019, ove sono stati effettuati più interventi a fronte di segnalazioni che interessavano comportamenti aggressivi e violenti del personale di vigilanza, che hanno determinato lesioni anche rilevanti, perseguibili d’ufficio». Quanto all'episodio del 21 luglio, in cui il 18enne adriese Pietro Braga era stato respinto dai buttafuori per la sua origine africana, secondo il TAR del Veneto «anche da tale episodio, a prescindere dalla rilevanza penale di tale comportamento, è dato evincere un clima intimidatorio e aggressivo da parte del personale incaricato dal titolare di gestire il flusso dei clienti. Il contestato episodio di intolleranza razziale si è posto quindi in continuità con i precedenti atteggiamenti assunti nei confronti dei clienti del locale».
Nel ribadire la legittimità dell'atto del questore Masciopinto, il Tribunale afferma che «non è possibile per il titolare limitarsi a dichiarazioni di dissociazione (peraltro postume all’adozione del provvedimento impugnato) dall’operato del personale di vigilanza, che lui stesso ha assunto e per l’operato del quale necessariamente non può essere esonerato dalle relative conseguenze».

domenica 15 settembre 2019

ALLE 5 DEL MATTINO CON LO SCOOTER ROVINA ADDOSSO ALLA TORRE DI SANTA MARIA: VENTENNE RICOVERATO ALL'OSPEDALE

Ancora un incidente stradale nella notte alla porta di Santa Maria, l’accesso al centro storico di Chioggia dalla parte sud. Lo scooter Vespa condotto da un giovane di 20 anni, attorno alle 5 del mattino, ha concluso la sua corsa proprio sulla salita della torre storica, urtando una parete e la panchina in marmo esterna alla torre.
Il ragazzo è ricoverato all’ospedale di Chioggia, ancora ignote le sue condizioni di salute. In loco, per i rilievi, sono intervenuti i carabinieri della locale stazione. Eventuali ulteriori aggiornamenti in seguito.

sabato 14 settembre 2019

NON SOLO INFILTRAZIONI, UNA DOZZINA DI INTERVENTI NECESSARI AL COMANDO DI POLIZIA LOCALE SONO BYPASSATI. E LE DIVISE PRENDONO LA MUFFA

Non solo infiltrazioni. Il comando della polizia locale di Chioggia all'isola Saloni, inaugurato lo scorso 14 febbraio, presenta già (o sarebbe meglio dire ancora) alcuni inconvenienti: circa una dozzina di interventi da porre in essere, ai quali l'amministrazione non avrebbe dato conto negli scorsi sei mesi. Tanto che le infiltrazioni negli spogliatoi, per dirne una, hanno provocato il sorgere di muffa sopra le divise degli agenti; il tutto nell'anno in cui il Comune può spendere i 40 milioni in cassa della legge speciale per Venezia e Chioggia. «Si sono dimenticati del comando il giorno dopo la cerimonia d'inaugurazione», dice amaramente il capogruppo della Lega Marco Dolfin. «Quando si vogliono fare le cose in fretta e furia, spesso succede che le stesse riescano assai male».
Dalla mancanza di un impianto interno di videosorveglianza all'assenza di corrimano sulle scale, dalle porte finestre che creano effetti "sauna" -con l'aumento esponenziale di costi dei sistemi interni di refrigerazione generale- fino agli uffici che non hanno un collegamento diretto di visione dell'attuale sistema di videosorveglianza presente in corso del Popolo, quindi costretti a fare la spola per avere informazioni visive... senza contare l'ingresso del comando, dove manca uno specchio utile a permettere all'operatore di vedere chi è entrato oppure uscito: «Ho sempre detto - ribadisce Dolfin - che prima si dovevano avere tutti gli accorgimenti del caso, le migliorie e le varie garanzie, e poi effettuare il trasloco della polizia locale. Agli amministratori chiedo: siete andati a fare un giro alla palazzina dell'isola Saloni per rendervi conto di persona della precaria situazione? Io credo proprio di no!». 

LA POLIZIA SEQUESTRA 400 GRAMMI DI EROINA A UNO SPACCIATORE TUNISINO, OPERAVA ANCHE A CHIOGGIA

La Squadra Mobile della Questura di Treviso e i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Chioggia hanno sequestrato 400 grammi di eroina a un tunisino di 42 anni, iniziali A.E., pregiudicato e segnalato dai residenti di Mogliano Veneto quale possibile spacciatore, per via del continuo andirivieni anche notturno di persone nel suo appartamento in una palazzina popolare. Il blitz degli agenti ha portato anche al sequestro di un bilancino di precisione, oltre agli involucri per il confezionamento dello stupefacente. Il tunisino, prima irreperibile, è poi stato rintracciato: le indagini hanno confermato che l'uomo operava anche nella zona di Chioggia.

PARCHEGGIO VIETATO ALLE BICI NEL CORTILE DELLA SCUOLA OLIVI: LA DIRIGENTE, "IL COMUNE NON HA REALIZZATO LA PIATTAFORMA SEGNALATA"

Da ieri gli studenti, i docenti e il personale amministrativo della scuola secondaria Olivi di Borgo San Giovanni non possono più parcheggiare le proprie biciclette nel cortile dello stabile. Lo ha deciso, per asseriti «motivi di sicurezza», la dirigente scolastica Sandra Zennaro, che si dice «spiacente di dover essere arrivata a tale provvedimento» dopo «innumerevoli segnalazioni al Comune affinché esegua i lavori di adeguamento logistico». La professoressa Zennaro fa riferimento a una comunicazione dello scorso aprile, quando scrisse al dirigente del settore Lavori Pubblici, ingegner Stefano Penzo, che «nel giardino servirebbe una piattaforma adatta al parcheggio, in quanto i ragazzi sono costretti a parcheggiarle nelle vie di uscita. Inoltre, i gradini sono deteriorati e in continuo disfacimento, con grave pericolo per la deambulazione", invitando il Comune a intervenire.
Il consigliere leghista Marco Dolfin critica l'amministrazione: «Una cosa assurda oltre che vergognosa. Mi domando se l'assessora Alessandra Penzo sia al corrente di tale situazione, cosa ha deciso di fare e quando farlo. Di certo è vergognoso che una questione risaputa da mesi, che in tutta l'estate poteva trovare soluzione senza creare disagio e disturbo, non sia stata fatta! Evidentemente gli uffici competenti non sono all'altezza di dare risposte, nonostante siano passati diversi mesi. Ancora una volta si somma disagio al disagio: l'amministrazione è del tutto assente, assai poco attenta nel dare risposte a chi nella società pone quesiti stringenti e di facile esecuzione. Altro che tagliare nastri di opere decise e realizzate da altri».

venerdì 13 settembre 2019

PICCHIA LA MOGLIE E MINACCIA IL SUOCERO CON UNA PISTOLA ALLA TESTA: CONDANNATO 45ENNE CHIOGGIOTTO, MA LA PENA È SOSPESA

È stato condannato a un anno e 8 mesi di reclusione il 45enne chioggiotto che per oltre tre anni, dal 2015 al 2018, ha maltrattato in diverse maniere la moglie, anche davanti ai figli di lei, inferendole lesioni personali aggravate. Lo ha deciso ieri il Tribunale di Venezia, sanzionando anche l'estorsione e la tentata rapina con una pistola puntata alla testa dell'anziano padre della donna: sospesa però la pena ai danni dell'uomo, che vive in un albergo alle Terme Euganee. Insulti irriferibili, minacce pesanti e anche un colpo di cintura alla testa hanno precipitato la situazione: nell'urto la donna è caduta dalle scale e il partner ha inveito su di lei con calci e pugni, procurandole trauma cranico con ferita lacero-contusa. Il fatto scatenante è avvenuto il 6 maggio 2018 e ha portato alla denuncia, sicuramente tardiva. Nelle memorie difensive, anche un tamponamento in auto. Ancora ignoti i motivi dei comportamenti dell'energumeno, che non possono risiedere nella mera gelosia.

mercoledì 11 settembre 2019

GELATERIA CARPE DIEM, LA (BRUTTA) STORIA INFINITA: NUOVI ATTI VANDALICI RIPRESI DALLE TELECAMERE. CERCAVANO L'EX GESTORE?

Una situazione assurda sta coinvolgendo suo malgrado la gelateria Carpe Diem, presente in corso del Popolo a Chioggia con due filiali, una sotto il Granaio e l’altra sotto i portici all’altezza di calle Palazzo. Nelle scorse settimane l’impresa aveva dovuto chiudere i battenti e restare senza plateatico per via del mancato pagamento dei tributi Tari e Cosap, differito di anni: un concordato con il Comune, Veritas e SST ha accorciato i tempi della pausa forzata. E ora, lo scorso sabato notte, ignoti hanno cosparso di colla a pronta presa i serramenti di quest’ultimo esercizio, costringendo i dipendenti a un’apertura posticipata l’indomani. Secondo quanto siamo in grado di ricostruire, l’obiettivo non dovrebbe essere stato scelto a caso: già la notte dello scorso 24 gennaio – racconta l’attuale titolare – era accaduto un fatto analogo al locale del Granaio, immortalato dalle telecamere di videosorveglianza che avevano inquadrato anche un uomo intento a tagliare con forbici o coltello gli ombrelloni esterni, del costo di 400 euro l’uno. Allora l’ignoto aveva colpito anche nel magazzino, segno esplicito che cercava proprio di danneggiare il Carpe Diem.
Non è la prima volta che la gelateria in questione entra nelle cronache per motivi poco piacevoli: giusto un anno fa, nel settembre 2018, la precedente gestione di Infinity (cui era da addebitare anche la morosità tributaria) aveva lasciato all’addiaccio i frigoriferi che contenevano alcune torte gelato, e contestualmente anche Chioggia Azzurra aveva ricevuto le lamentele di non pochi ex dipendenti del bar, i quali reclamavano mancati pagamenti del proprio stipendio e poi di essere stati messi in cassa integrazione. Una gestione tormentata, quella dell’azienda che faceva capo a Massimo Rossi, che dal 2016 aveva accumulato mancati finanziamenti bancari, ispezione del Nucleo AntiSofisticazioni, la sottrazione di denaro dalle casse. Nel 2018 il Rossi è stato anche denunciato per truffa, emissione di assegni falsi e bonifici altrettanto fasulli per decine di migliaia di euro, e del mancato pagamento dell’affitto dei locali: in suo potere era infatti l’amministrazione. Dal 5 dicembre dell’anno scorso Infinity è riuscita a estromettere Rossi dalla società, tramite procura con atto notarile, ma evidentemente chi ha continuato a porre in essere atti vandalici ai danni di gelaterie e magazzino ritiene che sia ancora lui il dominus della società.

NUOVO ANNO SCOLASTICO, MA ALLA PRIMARIA MARCHETTI IN TOMBOLA È TUTTO FERMO A TRE MESI FA (ALBERI A PARTE)

Mentre l’amministrazione comunale in forze era impegnata stamane nel taglio del nastro alla scuola primaria di Sant’Anna, anche per i bambini della Marchetti in quartiere Tombola è iniziato l’anno scolastico. E dopo la relazione del perito agronomo che aveva rilevato come pericolosi i quattro pini prontamente recisi, nei tre mesi estivi -denunciano i genitori- non è stato fatto praticamente altro a livello di manutenzione, tanto che sono ancora visibili a terra le schegge di legno delle giostre su cui si erano abbattuti gli alberi.
Solo questa mattina alle ore 10 sono state posizionate le striscie antiscivolo sopra i gradini, ma si sono staccate assai presto. Il presidente del consiglio d’istituto Antonio Duse ha dichiarato di essere pronto a inviare alla Procura della Repubblica la relazione agronomica disattesa da chi aveva il compito di eseguirne le indicazioni, ovvero la Città Metropolitana di Venezia.

martedì 10 settembre 2019

RUBATI ATTREZZI DA SURF DA UNA BARCA SUL LUSENZO, APPELLO DEL PROPRIETARIO: "RIPORTATE TUTTO, LE TELECAMERE VI HANNO VISTO"

Un cartello che penzola al vento dalla poppa di una barca, ormeggiata lungo la riva meridionale del Lusenzo a Sottomarina, sollecita l'attenzione dei passanti. Reca la scritta "Ci sono le telecamere, ti ho visto! Riporta quello che hai preso!" e l'ha collocato un surfista, che ieri dopo le ore 12 e prima di sera è stato vittima di un furto: mancano all'appello la muta da surf che era stata messa ad asciugare, le scarpe adatte a praticare lo sport e il trapezio con il quale l'atleta si unisce alla vela per rimanere in piedi. Merce specifica, quindi, che solo chi è surfista può usare: il timore è che finisca al mercato "nero" sul web.
Particolare importante, appunto: erano in funzione le telecamere piazzate provvidamente sullo scafo, che quindi dovrebbero aver immortalato il momento in cui il furto è avvenuto, e con esso il responsabile o i responsabili: «Chiedo solo che mi riportino indietro gli oggetti, lasciandoli sulla barca - dice il surfista a Chioggia Azzurra - anche perché a ricomprarli nuovi costano complessivamente quasi 500 euro, decisamente troppi per uno scherzo di cattivo gusto. Se la muta, il trapezio e le scarpe non tornano al loro posto, consegnerò i filmati alle forze dell'ordine per la denuncia». Chioggia Azzurra si unisce all'appello.

lunedì 9 settembre 2019

BADANTE UBRIACA PERCUOTE SOTTO I PORTICI L’ANZIANO CHE AVEVA IN CUSTODIA: DENUNCIATA DAI CARABINIERI

Un episodio increscioso è accaduto sabato scorso sotto i portici in centro storico a Chioggia, nei pressi di un bar. Una badante ucraina di circa 40 anni, in evidente stato di ebbrezza, ha percosso l'anziano che le era stato affidato in custodia, procurandogli perdite di sangue. L'uomo, di circa 80 anni, era in grado di camminare con le proprie gambe e non ha riportato lesioni importanti; tuttavia è intervenuta in loco l'ambulanza del 118 e una pattuglia dei carabinieri, che denunceranno la badante all'autorità giudiziaria per maltrattamenti.
Il fatto è stato notato da più passanti, in una fascia oraria e in un giorno in cui il transito nei paraggi è sostenuto. Non è la prima volta, di recente, che avvengono screzi tra badante e assistito in città: lo scorso 25 marzo, in calle San Cristoforo, era stato un ultrasettantenne a molestare la donna che si prendeva cura di lui, di nazionalità rumena, fino all'intervento dei sanitari.