giovedì 17 gennaio 2019

LUSENZO DA ANNI INQUINATO DAL POLISTIROLO DEL MERCATO ITTICO, QUANDO LA SOLUZIONE?

Negli scorsi giorni l’acqua del Lusenzo era tanto trasparente che in molti si sono fermati lungo le rive per osservare il possibile passaggio di qualche pesce, preda di gabbiani e svassi. Oggi invece, complice il giro delle acque, la sponda sud della laguna interna -nei pressi degli istituti scolastici a Borgo San Giovanni- si presenta invasa dai residui del polistirolo che compone i contenitori adibiti all’allocazione del pesce al mercato ittico all’ingrosso: cadono nei canali, portati dal vento o dal maltempo arrivano ai margini della laguna e si disperdono fino a incontrarne la fine, dal muro della passeggiata fino alla cavana e al ponte Baden Powell. Non è stata ancora trovata una soluzione alternativa per lo stoccaggio del pesce, che non sia appunto il polistirolo: un materiale che si deteriora nell’ambiente solo dopo decine o centinaia di anni. Pochi mesi fa il Comune di Chioggia ha approvato un ordine del giorno che dichiara la città “plastic free” dai cotton fioc e da altri scarti gettati nel mare: in ottemperanza di questo, la palla passa ora a SST che gestisce il mercato ittico ed è invitata da molti cittadini a trovare una soluzione. Perché prima di pulire, è meglio non sporcare.

LICEALE AGGREDISCE A PUGNI UN ALTRO STUDENTE FUORI DALLA SCUOLA: SOCCORSO DA INSEGNANTI E 118, NOVE PUNTI DI SUTURA

Pestato a pugni, fino alle escoriazioni sul volto, e un taglio suturato con 9 punti. È successo sabato scorso, poco dopo le 13, a uno studente di 17 anni che frequenta la quarta classe al Liceo Veronese di Borgo San Giovanni: appena terminate le lezioni, un coetaneo lo ha aggredito all’angolo fuori la scuola, luogo di ritrovo degli allievi, e ha continuato a trascinarlo e colpirlo -secondo alcune fonti, in attesa di conferma- fin quasi alla vicina pista rosa. L’aggressore è uno studente di 3^ liceo, anche se a indirizzo differente della sua vittima: all’origine dell’azione starebbe la richiesta di quest’ultimo di non ricevere più insulti da parte di chi poi lo ha malmenato. Pare che nessuna vendetta per altri fatti pregressi possa aver provocato una tale reazione. A soccorrere il ragazzo sono intervenute subito le insegnanti che stavano uscendo, e i collaboratori scolastici con il ghiaccio per tamponare il sangue al volto: i genitori del giovane hanno ringraziato l’istituto per il tempestivo intervento dei suoi dipendenti. Altri allievi, tra cui i rappresentanti d’istituto, hanno contattato i sanitari del 118 che hanno assicurato il ferito alle cure del pronto soccorso; di qui l’atto dovuto della notificazione ai carabinieri, i quali sono giunti in sopralluogo circa 15 minuti dopo i fatti. Naturale attendersi per tempo un atto di tutela (la denuncia) da parte dei genitori dell’aggredito, ancora minorenne.
Quanto ai provvedimenti disciplinari decisi dall’istituto, il dirigente scolastico Luigi Zennaro conferma che presto verrà convocato un consiglio di classe ad hoc: ma oltre alle possibili sanzioni -non ultima la probabile sospensione del reo- ciò che preme ai docenti del Liceo Veronese è la questione educativa. «Ciò che è accaduto desta in me e nei miei collaboratori preoccupazione e sorpresa», continua il professor Zennaro. «Sappiamo non direttamente che, se gli 800 allievi dell’istituto si comportano bene dentro i plessi scolastici, per alcuni altrettanto non succede fuori, dove la situazione non ha controllo». Non è comunque la prima volta, negli ultimi anni, che fuori dal Liceo Veronese e di altri istituti scolastici cittadini, ai margini dell’orario di lezione, sono accaduti episodi spiacevoli, quando non gravi e violenti. E c’è da pensare che, qualora fossero stati portati alla conoscenza dell’opinione pubblica, questa avrebbe forse saputo maturare gli anticorpi affinché non si ripetessero oltre, fino allo scorso sabato.

DEPOSITO DI DROGHE LEGGERE IN CALLE FABRIS, ARRESTI DOMICILIARI PER VOLTOLINA. CONTINUANO LE INDAGINI PER INCASTRARE IL SUO GIRO

Arresti domiciliari per Ambleto Voltolina, il 70enne pizzicato a domicilio domenica scorsa con 10 kg fra marijuana e hashish. Ieri al Tribunale di Venezia l’udienza di convalida dell’arresto da parte della gip Materia, che anche in considerazione dell’età dell’uomo e del suo essere finora incensurato ha optato per la misura alternativa al carcere, in attesa del processo: la gip ha fatto prevalere la richiesta dell’avvocato Mauro Serpico anziché quella del pubblico ministero, mirata alla permanenza nel carcere di Santa Maria Maggiore. Voltolina -che ha ricevuto indietro la propria agenda ma non i mille euro ancora sequestrati- sconterà gli arresti nella sua residenza di calle Fabris, dove gli agenti della polizia di Stato avevano messo le mani sulla droga, a seguito di segnalazione dei vicini di casa insospettiti dal fragrante odore emanato dalle resine. Continuano intanto le indagini per appurare se l’abitazione di Voltolina fosse il deposito per un’attività di spaccio altrui, e non si escludono sviluppi nelle prossime ore.

mercoledì 16 gennaio 2019

SI IMPOSSESSA DI UNA FUNE DA ORMEGGIO E NON LA RESTITUISCE DOPO UNA SETTIMANA: ANCORA UN FURTO LUNGO IL CANALE PEROTOLO

Le cattive abitudini sono dure a morire, specie lungo il canale del Perotolo, dove spesso e volentieri accadono furti di modesta o grande entità. Appartiene senza dubbio alla prima specie quello che ha visto protagonista una donna di mezza età, che il 10 gennaio scorso si era impossessata di un pezzo di corda da ormeggio, agganciata a una brìcola di sostegno, allo scopo di assicurare alcuni oggetti al portapacchi del proprio scooter, forse per risolvere un’emergenza dell’ultim’ora.
Dopo sei giorni, la corda non è tornata al suo posto: quindi ciò che avrebbe potuto essere considerata una sorta di “prestito” si è trasformata in furto, dal momento che l’attrezzo è necessario all’ormeggio di un natante. Per cui il proprietario del mezzo ha deciso di sporgere denuncia contro l’ignota approfittatrice, stigmatizzandone il comportamento.

OSSARI AL BUIO AL CIMITERO DI CHIOGGIA, SONO QUELLI ALIMENTATI DAI PANNELLI FOTOVOLTAICI

Da almeno un anno tre file di ossari al cimitero di Chioggia, in corrispondenza dell’entrata più vicina provenendo da Borgo San Giovanni, col calare delle tenebre rimangono al buio, anche se i parenti dei defunti in questione hanno correttamente pagato il servizio di illuminazione. Si tratta di loculi la cui lux perpetua viene alimentata da pannelli fotovoltaici, che durante il giorno accumulano l’energia solare per sprigionarla la sera e la notte: ma sta di fatto che non funzionano, così che il principio “più buio fa, più luce si vede” non vale per questi spazi, che a differenza degli altri d’intorno restano all’oscuro, per il dispiacere di chi vi ha sepolto una persona cara. La questione è a conoscenza della società partecipata SST, che gestisce anche i cimiteri comunali, e che attende di reperire le risorse utili a sistemare il problema insorto da tempo.

FALSE AUTOCERTIFICAZIONI PER ESSERE ESENTI DAL TICKET, A CHIOGGIA LA ULSS 3 STA INVIANDO 723 LETTERE DI CONTESTAZIONE PER L'ANNO 2014

Anche quest’anno, l’ULSS 3 Serenissima sta verificando le autocertificazioni prodotte dai pazienti per giustificare l’esenzione dai ticket negli anni scorsi, allo scopo di reprimere dichiarazioni false e con esse l’evasione dal dovuto, oltre che dalla quota fissa di 10 euro sulla ricetta. I dati vengono incrociati con quelli delle banche fiscali e dei centri per l’impiego; i controlli non riguardano i soggetti esenti per patologia. La ULSS esegue poi una ulteriore verifica per accertare se i soggetti in questione hanno usufruito di prestazioni a carico del SSN. Nel 2014 sono state individuate a Chioggia 106 certificazioni improprie del tipo 7R2, 487 del tipo 7R3 e 130 del tipo 7RQ, in totale 723 persone alle quali sono state inviate nei giorni scorsi le note di contestazione, molto chiare e precise, che assieme alla spiegazione dell’iter da compiere contengono l’invito al pagamento del ticket evaso e della sanzione, pari a tre volte la somma, con riduzioni di un terzo se il pagamento avviene entro due mesi. Il cittadino ha la possibilità di produrre documenti a sostegno della propria dichiarazione, oppure di attestare l’errore commesso mediante ravvedimento operoso, fino all’inizio dell’iter di accertamento. In caso di morosità continuata, subentra il recupero forzoso del credito. Le categorie esenti dal pagamento del ticket per la diagnostica, gli esami strumentali e di laboratorio riguardano i bambini sotto i 6 anni e le persone ultra 65enni, inserite in nuclei familiari aventi reddito complessivo lordo non superiore a 36mila euro. Inoltre ai disoccupati e ai loro familiari a carico, se il reddito complessivo lordo non supera 8200 euro (o 11300 in presenza di un coniuge). Anche i titolari di pensione sociale e di pensione al minimo godono della stessa esenzione. Il procedimento di verifica operato dalla ULSS viene compiuto periodicamente: quest’anno, appunto, l’Unità Sanitaria sta controllando le autocertificazioni prodotte nell’anno 2014.

martedì 15 gennaio 2019

LA POLIZIA ARRESTA ANZIANO INCENSURATO CON 10 KG DI FUMO IN CASA: MA È UNA "TESTA DI LEGNO", QUALCUNO STA TREMANDO

Lo hanno preso domenica a casa sua, in calle Fabris a Chioggia, dove deteneva 10 kg di droghe leggere, tra marijuana e hashish. Non ha opposto resistenza Ambleto Voltolina, 71enne ex lavoratore portuale in pensione, quando alla porta si sono presentati gli agenti del Commissariato di Chioggia: erano stati i vicini di casa a percepire nella calle un forte odore di erba, inconfondibile, provenire dall'abitazione di Voltolina.
L'uomo, incensurato, non ha rivelato ai poliziotti la provenienza delle sostanze: non si aspettavano certo di rinvenirla in così grandi quantità, già confezionata e in capo a una persona non più giovane che non aveva avuto problemi con la legge. L'ipotesi sulla quale lavorano gli inquirenti è che Voltolina sia stato "solo" il depositario di una committenza altrui, che l'appartamento sia stato usato come rifugio sicuro dove nessuno sarebbe mai andato a guardare. Non sono quindi da escludere importanti sviluppi a breve termine.
Se l'ipotesi verrà confermata, a questo punto tremano i reali spacciatori e corrieri, nel caso l'anziano rivelasse preziosi dettagli alla giudice per le istanze preliminari Maria Luisa Materia che lo interrogherà domani a Venezia, dove Ambleto Voltolina è detenuto nel carcere di Santa Maria Maggiore. Ancora una volta, quindi, le calli che si affacciano nella parte meridionale di riva Vena salgono alle cronache quali luoghi di stoccaggio e di smercio di stupefacenti, apparentemente senza limiti se riesce a servirsi anche della copertura di persone insospettabili.