lunedì 21 maggio 2018

OGGI IN QUESTURA I 14 MIGRANTI CHE ERANO STATI ESPULSI DAL BRAGOSSO: IN QUATTRO SONO ANCORA ALL'APERTO

Sono stati convocati oggi in Questura i 14 migranti cui lo scorso mese erano stati revocati i benefìci dell'accoglienza e che di conseguenza erano stati sfrattati dall'ex ristorante Al Bragosso di Sant'Anna. Ai rifugiati è stato ritirato il permesso di soggiorno: per averlo indietro, dipenderà anche dalle risposte che daranno alle domande degli agenti, ovvero dove stiano dormendo e come si stiano procurando da mangiare. I giovani africani si sono visti ritirare l'ospitalità in seguito ad alcune risse scatenate lo scorso mese di dicembre contro gli operatori che svolgevano servizio sociale nella struttura, tra cui il gerente della cooperativa affidataria, costringendoli alle cure mediche come pure un poliziotto.
I 14 sono assistiti dalla rete Chioggia Accoglie: sette di essi, in virtù di una responsabilità giudicata minima nei disordini scoppiati lo scorso inverno, sono stati riammessi al programma in varie strutture del circondario, con la clausola dell'osservazione. La rimanente metà si era accampata all'esterno del Bragosso, protetta solo da un cancello: di questi, tre hanno trovato dimora in una struttura religiosa per quanto in via transitoria. Gli altri quattro, che frequentano lezioni di lingua italiana, al momento sono ancora allo scoperto, con i pasti e la possibilità di lavarsi forniti sempre da Chioggia Accoglie e dal sostegno di alcuni privati della frazione.

sabato 19 maggio 2018

ANCORA MINACCE TELEFONICHE DA MARIO PENZO CONTRO L'EDITOR DI CHIOGGIA AZZURRA

Non cessano, noncurante la denuncia in atto, le minacce di Mario Penzo all'editor di Chioggia Azzurra Andrea Comparato. Il 36enne chioggiotto, già protagonista di varie intemperanze negli anni scorsi, ha in questi giorni più volte “contattato” il blogger alla propria utenza telefonica: l'ultima nella mattinata di oggi, quando Penzo si è rivolto a Comparato con intimidazioni quali «Quando mi incontri per strada, cambia marciapiede, da me non farti più vedere, non mi interessa cosa ti succede, lo scoprirai solo vivendo». Penzo pretende la rimozione dal blog Chioggia Azzurra di un video che lo immortala, nel 2014, mentre viene portato via dagli agenti della Polizia di Stato in seguito al suo presentarsi in municipio avendo in tasca un coltello, con lo scopo di chiedere “energicamente” un posto di lavoro all'allora sindaco Giuseppe Casson. In questi giorni alle telefonate minatorie di Penzo si sono aggiunte quelle dei genitori dello stesso a Comparato, anche in piena notte, i quali difendono il figlio nonostante le gravi condotte messe in atto, e per farlo non esitano ad attaccare chi sta dalla parte della legge. Chioggia Azzurra ovviamente non si fa intimidire e pubblica, nell'edizione odierna del proprio notiziario, i contenuti della telefonata di stamane, già assicurati al vaglio delle forze dell'ordine.

venerdì 18 maggio 2018

VIAGGIO AL TERMINE DI CA' BIANCA: MANCANO I SERVIZI, GLI ABITANTI FANNO DA SÈ

Il cimitero senz'acqua da molti mesi, l'erba alta trabocca da strade e argini, commercianti che si tassano per sfalciare, grossi pioppi pericolanti, case popolari in condizioni precarie. Ca' Bianca esiste, e i suoi circa 800 residenti sono cittadini del Comune di Chioggia: eppure per diversi motivi si sentono abbandonati a se stessi. Non fosse sufficiente l'isolamento rispetto al resto del territorio, anche se è stata scongiurata l'interruzione stradale a seguito dei lavori sul ponte della Rebosola, la lista dei guai e dei disservizi nella frazione si allunga di giorno in giorno: già Chioggia Azzurra aveva più volte segnalato l'assenza di erogazione idrica al cimitero, carenza che va avanti da molti mesi, forse da due anni.
Per ora è stata tamponata attraverso una grande tanica d'acqua, ma il caldo la fa evaporare e i parenti dei defunti sono rassegnati a portare con sé da casa il necessario per irrigare i fiori. Senza contare i furti dei fiori dalle tombe, sempre nel luogo dove riposa chi non c'è più l'erba comincia a diventare veramente alta, e gli alberi circostanti raggiungono dimensioni tali da incombere, nella speranza che non succeda come qualche giorno fa a Cavanella d'Adige, ove un pioppo si è abbattuto sopra il tetto di un'officina, causando 30mila euro di danni.
L'erba è alta anche all'esterno, per le strade e sull'argine: nessuno ricorda di aver visto gli addetti raderla al suolo, anzi le attività economiche del piccolo borgo si sono autofinanziate per eseguire questi piccoli ma necessari lavori. Come al solito, è caccia alle responsabilità: compete al Comune? Al Consorzio di Bonifica? Al Genio Civile? Dante si dice sicuro che lo sfalcio sia in capo a quest'ultimo, ma serve un'autorizzazione comunale per procedere alle opere di ordinaria amministrazione, impantanata nel rimpallo della burocrazia.
Chi vive a Ca' Bianca combatte da anni contro questo e altro: le fognature delle case popolari sono a continuo rischio di esondazione, alcuni edifici presentano barriere architettoniche che limitano l'accesso a chi è disabile, senza contare gli episodi di violenza verificatisi più volte a causa del comportamento di qualche inquilino molesto, tardivamente assicurato alla giustizia. Il sindaco Ferro ha partecipato tempo fa a una riunione in loco, ma i residenti sconsolati affermano: «Non lo abbiamo mai visto, non sappiamo neanche se conosce dove sia Ca' Bianca».

CONTRATTI PORTA A PORTA, ATTENZIONE A DUE PRESUNTI INCARICATI ENEL CHE CHIEDONO LE BOLLETTE

Non sono passati certo inosservati, in questi giorni, due tizi ben vestiti che si sono aggirati per le case di strada Madonna Marina a Sottomarina e in altri luoghi della città, visitando i condomini e asserendo di essere incaricati del servizio elettrico, anche se non portano alcun cartellino di riconoscimento. I due operatori -ma non si esclude che stia girando una schiera di colleghi- una volta suonato il campanello chiedono di poter visionare le ultime bollette dell'energia del singolo utente, allo scopo -questo almeno dicono- di evitargli rincari dal luglio 2019 una volta che subentrerà il libero mercato all'attuale regime di maggior tutela.

I due si rivelano piuttosto insistenti, e a niente servono le richieste da parte dei clienti di ricevere il materiale cartaceo per valutare autonomamente la questione. Il più delle volte i due presunti venditori abbandonano i domicili dopo qualche minuto di discussione a vuoto. Non è assolutamente provato che si tratti di una truffa o che queste persone nascondano cattive intenzioni, il suggerimento comunque è di tenere gli occhi aperti, di informarsi preventivamente se Enel o altre società inviano questi rapporti e di non apporre per avventatezza la propria firma ad alcun contratto sottoposto sull'uscio di casa.

mercoledì 16 maggio 2018

OBBLIGO DI DIMORA PER ALBERTO GOLFETTO, MA FINO AL PROCESSO RESTA A PIEDE LIBERO

Processo per direttissima, stamane a Venezia, per Alberto Golfetto, il 30enne malvivente di origine padovana che, in barba al foglio di via comminatogli dal Commissariato di Chioggia, a mezzanotte ha tentato di rubare alle mercerie NKD di Sottomarina, venendo poi arrestato dalla polizia anche per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il Tribunale ha convalidato l'arresto in attesa del processo: per ora Golfetto, che resta a piede libero, si è visto imporre l'obbligo di dimora nel suo Comune di residenza, in provincia di Padova. Ma è scontato pensare che a un individuo simile ogni regola vada stretta, e pertanto non sarà improbabile ritrovarselo di mezzo a Chioggia e Sottomarina finché non guadagnerà la via del carcere.

CASSONETTO INCENDIATO A MEZZANOTTE A PUNTA POLI. RESIDENTI ESASPERATI


(immagine di repertorio)

Ancora un bidone della spazzatura è stato incendiato la scorsa notte a punta Poli, attorno alle 0.30. Il rogo, prontamente spento dai vigili del fuoco di Chioggia, non ha ancora una paternità, anche se fra i residenti c'è chi sospetta di una banda di giovinastri dediti all'alcool, e magari ad altro, verso la riva durante le ore piccole. Forse all'origine delle fiamme proprio un mozzicone. Il cassonetto è già stato rimpiazzato stamane. Non è la prima volta tuttavia che il quartiere viene preso di mira da atti del genere, e l'esasperazione degli abitanti è stata notificata in passato anche ai carabinieri.

SORPRESO A RUBARE A SOTTOMARINA NONOSTANTE IL FOGLIO DI VIA: GOLFETTO ANCORA NEI GUAI

Nonostante il foglio di via, emesso nelle scorse settimane dalla Polizia di Stato, il ladro seriale Alberto Golfetto non ha smesso di frequentare la città per portare a termine le sue azioni criminose. Attorno alla scorsa mezzanotte Johnny Biondo, il nome con cui è noto il 30enne padovano negli ambienti della malavita locale, stava provando a scassinare il negozio di mercerie NKD all'angolo tra via Po e via San Marco a Sottomarina, aggirandosi anche per un'ora nei paraggi prima di riuscire a entrare.
A quel punto, l'intervento di un cittadino non distratto ha coinvolto gli agenti del Commissariato di Chioggia, che una volta giunti in loco hanno provato a fermare Golfetto, il quale prima di essere arrestato ha opposto resistenza attraverso una colluttazione. Stamane al Tribunale di Venezia un nuovo processo per direttissima, con le imputazioni di tentato furto, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.