mercoledì 26 aprile 2017

MORTO L'ALBERO AVVELENATO DAVANTI A CAMPO CANNONI. I RESPONSABILI SONO ANCORA IMPUNITI

Il platano davanti campo Cannoni è morto. La chioma ormai secca non lascia adito a dubbi: l'intervento certamente doloso praticato da qualche anima cattiva più di un mese fa, con l'iniezione di solventi chimici attraverso una trapanazione, ha raggiunto il suo squallido fine. Nelle settimane scorse si erano mobilitati anche gli attivisti di Amico Giardiniere, mentre a tutt'oggi non siamo a conoscenza se l'esposto che il Comune aveva annunciato contro ignoti sia stato effettivamente presentato. L'albero aveva più di cinquant'anni e analogo trattamento è stato subito da un altro fusto adiacente, che ancora si spera di poter salvare. Ma assicurare i colpevoli alla giustizia avrebbe un'importanza altrettanto evidente.

martedì 25 aprile 2017

ROVESCIANO BIDONI A SOTTOMARINA, E DA UBRIACHI CONFESSANO: "SIAMO STATI NOI"

Lo sport serale di una parte della gioventù clodiense pare essere il calcio ai bidoni, fino a farli cadere e rovesciare. Ma un paio di questi personaggi sono stati finalmente bloccati stanotte dalla polizia in piazza Europa: erano circa le 2 del mattino, quando in viale Verona alcuni si sono accaniti contro le targhe delle automobili, quasi staccandone una, e poi appunto sui bidoni. I residenti esasperati hanno interpellato la polizia, che si è presentata a chiedere i documenti a un po’ di persone. Nei fumi dell’alcool, due giovanotti piuttosto esagitati hanno candidamente confessato le proprie responsabilità.

venerdì 21 aprile 2017

FURTO (O TENTATO FURTO?) AL PARCO COMMERCIALE CLODÌ, IL LADRO IN FUGA

Nel pomeriggio di oggi, attorno alle ore 17, c'è stato un tentativo di furto -forse andato a “buon” fine- al parco commerciale Clodì di Brondolo. Testimoni hanno visto fuggire un 30-35enne inseguito dal commesso del negozio OvS mentre una folla di clienti guardava. Sono giunti i carabinieri ma l'uomo -vestito di nero con cappello, jeans e una borsa bianca e nera- probabilmente è riuscito a dileguarsi. Pare non sia stato l'unico tentativo di furto nella giornata di ieri al Clodì.

Eventuali ulteriori aggiornamenti in seguito.

UBRIACO DÀ DI MATTO CON UN COLTELLO AL PRONTO SOCCORSO: ARRESTATO E CONDANNATO

Completamente ubriaco, un 62enne di Chioggia ha dato in escandescenze una volta ricoverato al Pronto Soccorso, estraendo addirittura un coltello. È accaduto mercoledì pomeriggio, e ne dà notizia il Gazzettino: l'uomo, Verio Sambo, ha cominciato a divincolarsi e a urlare che non gli servivano cure mediche, minacciando il personale sanitario e arrivando a togliersi i pantaloni. Anche l'arrivo della polizia non è stato sufficiente a calmarlo, anzi Sambo ha inasprito il proprio comportamento tirando calci agli agenti. A un certo punto ha fatto la sua comparsa anche un coltello, estratto dalle tasche, con il quale l'uomo ha cercato di colpire i militari, riuscendo a ferirli con prognosi di 7 giorni ciascuno. Complice una mossa falsa, l'esagitato è stato placcato a terra dai poliziotti, che l'hanno dichiarato in arresto per violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, oltre al possesso di arma da taglio. Dopo la sedazione Verio Sambo è stato condotto in carcere a Venezia: ieri mattina il processo per direttissima, che lo ha condannato a un anno e due mesi di reclusione.

domenica 16 aprile 2017

LITIGIO DEGENERA IN ACCOLTELLAMENTO, UN FERITO IN VIA ALGA

A Natale sono tutti più buoni, a Pasqua evidentemente meno. Da qualche tempo via Alga non entrava nelle cronache nere, dopo i numerosi furti compiuti nei paraggi da un paio di giovani residenti. Ieri sera verso mezzanotte c'è stato invece un accoltellamento: un giovane di circa trent'anni, non originario di Chioggia ma abitante nella zona, durante un litigio poi degenerato ha subìto superficiali ferite da taglio alla nuca. Sono intervenuti i carabinieri e hanno denunciato a piede libero l'autore del gesto. Entrambi i protagonisti erano già noti alle forze dell'ordine.
La vittima ha trascorso la notte al pronto soccorso: ora si trova fuori pericolo, con prognosi ancora riservata, nell'astanteria dove è stato ricontrollato stamane per ulteriori accertamenti prima di essere dimesso. Il rischio è stato comunque elevato, dicono i sanitari: chi ha colpito voleva uccidere e non solo far male.

sabato 15 aprile 2017

AGGUATO E RAPINA A UN COMMERCIANTE CINESE DI PESCE

Dalla testimonianza di una persona che ha parlato con la vittima, emergono nuovi particolari riguardo la rapina che un giovane commerciante cinese di pesce ha subito nella notte tra giovedì 13 e venerdì 14 aprile. La scena del crimine si sposta da Val da Rio alla rotonda di Conche, dove -erano circa le 6 di mattina- il furgoncino condotto dal 33enne cinese stava transitando dopo essere stato al mercato ittico di Chioggia a caricare pesce destinato a Prato, il luogo dove il commerciante vive e lavora. Al mezzo si è avvicinato un altro furgone (risultato rubato) che ha appositamente causato un tamponamento: il giovane è sceso per verificare la situazione, accorgendosi però che uno dei banditi aveva un bastone. Al che il cinese è corso di nuovo sul camioncino per fuggire assieme al suo collega, ma non ce l'ha fatta: c'è stata una colluttazione che gli ha procurato colpi alla schiena e alle gambe. Nel trambusto, il bastone è caduto di mano agli aguzzini e allora è stato il cinese a provare a difendersi con quello: ma alcuni dei ladri erano già fuggiti col maltolto, i portafogli dei due commercianti. Ai quali non resta che denunciare la disavventura ai carabinieri, uno ha anche accusato un malore ed è stato trasportato -scrive il Gazzettino in edicola stamane- al pronto soccorso clodiense.

SIT-IN DI AMICO GIARDINIERE IN CAMPO CANNONI PER I PLATANI AVVELENATI

Una dozzina di persone ha abbracciato poeticamente, stamane, i due alberi di platano avvelenati lo scorso mese nella zona di campo Cannoni, alla confluenza tra strada Madonna Marina e viale Padova. L'associazione Amico Giardiniere ha paventato futuri crolli a seguito di quest'azione sciagurata e del tutto volontaria: «Nessuno aveva mai pensato di usare un trapano per far male a una pianta», ha dichiarato Francisco Merli Panteghini. «Da un certo punto di vista -nota l'attivista- sarebbe meglio coprire il foro anche con del cemento, perché ogni volta che entra aria la pianta si sente ferita, e non reagisce bene. Rischia infezioni batteriche negli anni, che diventano cancri destinati ad allargarsi alle radici, il luogo più delicato». Sempre che i fusti sopravvivano.