Imponente operazione interforze nella spiaggia di Sottomarina durante l'intera giornata di ferragosto. La Polizia Locale di Chioggia e la Guardia di Finanza di Venezia e Chioggia sono entrate in azione per il contrasto al commercio non autorizzato. Un duro colpo è stato inferto alle organizzazioni dedite alla vendita di prodotti illegali: migliaia di articoli sono stati sequestrati ed è stato scoperto un grosso deposito di merce irregolare gestito nella zona nord della spiaggia a San Felice con l'appoggio di soggetti locali compiacenti. I dettagli dell'operazione saranno resi noti domani dalla Guardia di Finanza di Venezia.
Nella mattinata odierna, intanto, forze di polizia con oltre dieci effettivi in borghese hanno perquisito un venditore piuttosto attempato in piazza Europa, al capolinea degli autobus extraurbani, e lo hanno invitato a salire nella vettura di servizio con loro.
giovedì 15 agosto 2019
NON PAGA L’ACQUA CENTRALIZZATA E INONDA UN CONDOMINIO ATER A CA’ BIANCA, CON MINACCE, CONTUSIONI E GRAFFI A UNA GIOVANE MADRE
Le case ATER in via Rebosola a Ca’ Bianca sono una polveriera, pronta a scoppiare all’improvviso. Non ci sono più solo le intemperanze di Marco Colelli, l’energumeno di quasi 50 anni che deve scontare oltre 2 anni di reclusione agli arresti domiciliari per insensate minacce e violenze ai danni degli altri inquilini: ora anche il contagiri centralizzato dell’acqua pubblica diventa la ragione del contendere. Già venerdì scorso un inquilino probabilmente moroso ha agitato una mazza da baseball nei confronti di una vicina di casa, prima dell’intervento della polizia che gli ha sequestrato l’arnese e lo ha condotto al commissariato; ieri sera il secondo round, che ha coinvolto più famiglie, e ha avuto sempre quale protagonista negativo lo stesso utente, capace di graffiare e percuotere una giovane con il bimbo di due anni in braccio.
La donna, esasperata per l’altrui mancato pagamento della propria parte della bolletta idrica, era andata a chiedere conto del fatto che la famiglia morosa abbia contattato surrettiziamente un tecnico per riallacciarla alla rete dell’acqua, dopo che era stata scollegata in seguito all’ennesima chiusura del rubinetto da parte di Veritas. Ma il residente già coinvolto nell’episodio di venerdì -e a quanto pare non sarebbe stata nemmeno la prima volta- ha dato vita a una rissa definita “fuori dal normale”, con spintoni, contusioni e graffi sul corpo dell’accusatrice, che nel frattempo stava riprendendo la scena tra rumori e urla per le scale, anche del piccolo di 2 anni terrorizzato. «Se non fosse intervenuta sua madre – racconta la donna a Chioggia Azzurra – avrebbe sfasciato la testa a me e a mio figlio».
In loco si è presentata una volante della polizia, opportunamente allertata da diversi condòmini una volta che il tizio minaccioso aveva aperto il rubinetto dell’acqua comune e allagato lo stabile: «Non gli avevo nemmeno chiesto i soldi dovuti – dice l’aggredita, che svolge le funzioni di amministratrice condominiale fino alla nomina di un esterno – ma difendevo solo la mia abitazione dalle provocazioni degli estranei». Oggi la giovane colpita ha intenzione di recarsi al pronto soccorso per il referto medico del caso, cui seguirà un’altra denuncia per lesioni e minacce di morte.
Sta di fatto che in capo ad ATER ora è urgente la soluzione della convivenza esasperata nella stessa bolletta tra chi paga e chi no, con il rischio già palesatosi della disattivazione che colpirebbe chi fa la propria parte. E intanto gli abitanti della frazione, che si dichiarano estranei ai fatti, protestano per l’immissione nel loro corpo sociale di individui provenienti dall’esterno con cui non hanno niente a che fare, e che creano problemi prima inesistenti.
La donna, esasperata per l’altrui mancato pagamento della propria parte della bolletta idrica, era andata a chiedere conto del fatto che la famiglia morosa abbia contattato surrettiziamente un tecnico per riallacciarla alla rete dell’acqua, dopo che era stata scollegata in seguito all’ennesima chiusura del rubinetto da parte di Veritas. Ma il residente già coinvolto nell’episodio di venerdì -e a quanto pare non sarebbe stata nemmeno la prima volta- ha dato vita a una rissa definita “fuori dal normale”, con spintoni, contusioni e graffi sul corpo dell’accusatrice, che nel frattempo stava riprendendo la scena tra rumori e urla per le scale, anche del piccolo di 2 anni terrorizzato. «Se non fosse intervenuta sua madre – racconta la donna a Chioggia Azzurra – avrebbe sfasciato la testa a me e a mio figlio».
In loco si è presentata una volante della polizia, opportunamente allertata da diversi condòmini una volta che il tizio minaccioso aveva aperto il rubinetto dell’acqua comune e allagato lo stabile: «Non gli avevo nemmeno chiesto i soldi dovuti – dice l’aggredita, che svolge le funzioni di amministratrice condominiale fino alla nomina di un esterno – ma difendevo solo la mia abitazione dalle provocazioni degli estranei». Oggi la giovane colpita ha intenzione di recarsi al pronto soccorso per il referto medico del caso, cui seguirà un’altra denuncia per lesioni e minacce di morte.
Sta di fatto che in capo ad ATER ora è urgente la soluzione della convivenza esasperata nella stessa bolletta tra chi paga e chi no, con il rischio già palesatosi della disattivazione che colpirebbe chi fa la propria parte. E intanto gli abitanti della frazione, che si dichiarano estranei ai fatti, protestano per l’immissione nel loro corpo sociale di individui provenienti dall’esterno con cui non hanno niente a che fare, e che creano problemi prima inesistenti.
mercoledì 14 agosto 2019
LA POLIZIA LOCALE STRONCA I BANCHETTI PREDISPOSTI DAI VENDITORI NON AUTORIZZATI LUNGO IL LITORALE NORD DI SOTTOMARINA
Nelle prime ore della mattinata odierna la polizia locale di Chioggia ha presidiato la zona nord della spiaggia di Sottomarina provvedendo alla rimozione di una quindicina di banchetti improvvisati, predisposti dai venditori non autorizzati, e pronti per essere utilizzati per il commercio irregolare nelle giornate di ferragosto.
Alcuni di questi erano stati legati con catene e lucchetti alle staccionate, alle torrette e ai pali delle bandiere. Dopo aver tranciato i lucchetti, tutto il materiale è stato caricato sugli automezzi comunali e smaltito quale rifiuto.
Alcuni di questi erano stati legati con catene e lucchetti alle staccionate, alle torrette e ai pali delle bandiere. Dopo aver tranciato i lucchetti, tutto il materiale è stato caricato sugli automezzi comunali e smaltito quale rifiuto.
martedì 13 agosto 2019
LA POLIZIA LOCALE DI CHIOGGIA STAMANE ALL'INCENERITORE DI PADOVA PER BRUCIARE LA MERCE SEQUESTRATA AI VENDITORI NON AUTORIZZATI
Rapida trasferta stamane di alcuni agenti della polizia locale di Chioggia all'inceneritore di Padova, per distruggere parte dell'ingente quantitativo di merce sequestrata nel corso dei servizi a contrasto del commercio non autorizzato lungo la battigia di Sottomarina. Mezza tonnellata di articoli di vario genere, per i quali è già concluso l'iter sanzionatorio, è stata data alle fiamme. Ammonta alla cifra record di 41mila il numero dei pezzi sinora sottratti al mercato illecito nel corso dell'estate 2019 da parte della polizia locale di Chioggia (erano 19mila nel 2018 e 10mila nel 2017). Stante l'intensità dei servizi, che si ripetono con cadenza ormai quotidiana, è prevedibile che il totale di stagione supererà di molto l'importo raggiunto.
CAYO BLANCO, IL T.A.R. DEL VENETO RESPINGE IL RICORSO DEL TITOLARE: RESTA LA SOSPENSIONE DI 15 GIORNI PER BAR ED EVENTI
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha respinto il ricorso presentato dal titolare del Cayo Blanco di Sottomarina, Fabio Damian, avverso l'ordinanza di sospensione di 15 giorni dell'attività di ristorazione e di pubblico spettacolo con intrattenimento danzante, imposta dal questore di Venezia Maurizio Masciopinto lo scorso 8 agosto.
Il TAR considera «cautelare e non sanzionatoria» la misura ex articolo 100 del testo unico di pubblica sicurezza. Movente principale del diniego, «l'entità delle lesioni riportate dall’avventore in data 3 agosto 2019, sintomatiche di un probabile modus operandi non conforme alle esigenze di sicurezza dei cittadini»: il riferimento è alle percosse subite da un 43enne ad opera dei buttafuori in servizio al locale, che gli hanno causato anche la frattura di mascella e perone. Il Tribunale ha valutato anche «la risonanza dell’episodio del 21 luglio 2019, che, a prescindere dell'effettività o meno di volontarie pratiche di discriminazione razziale, può oggettivamente essere fonte di provocazioni o turbative dell’ordine pubblico in occasione dell’attività dell’esercizio».
Secondo il TAR, «i fatti più risalenti vengono richiamati solo per completezza, a significare che si tratta di un esercizio posto sotto attenzione da oltre un anno per episodi di incerta interpretazione sotto il profilo della pericolosità, mentre gli accadimenti recenti sono invece con maggiore chiarezza sintomatici». Inoltre, il titolare non ha documentato nel ricorso «né la programmazione degli eventi né la presumibile perdita conseguente alla loro cancellazione», per valutare la gravità e l'irreparabilità del danno di lucro cessante.
Pertanto secondo la giustizia amministrativa di primo grado «non sussistono i presupposti di particolare gravità ed urgenza tali da non consentire di attendere la discussione in camera di consiglio, prevista per l’11 settembre 2019», circostanza atta a respingere il ricorso anche nei confronti delle note dei Carabinieri del 31 luglio e del 7 agosto, e della nota del Commissario di Pubblica Sicurezza del 6 agosto per la condanna al risarcimento del danno. Il Cayo Blanco riprenderà così la propria attività di ristorazione e gli spettacoli dance solo a partire dal 23 agosto prossimo.
Il TAR considera «cautelare e non sanzionatoria» la misura ex articolo 100 del testo unico di pubblica sicurezza. Movente principale del diniego, «l'entità delle lesioni riportate dall’avventore in data 3 agosto 2019, sintomatiche di un probabile modus operandi non conforme alle esigenze di sicurezza dei cittadini»: il riferimento è alle percosse subite da un 43enne ad opera dei buttafuori in servizio al locale, che gli hanno causato anche la frattura di mascella e perone. Il Tribunale ha valutato anche «la risonanza dell’episodio del 21 luglio 2019, che, a prescindere dell'effettività o meno di volontarie pratiche di discriminazione razziale, può oggettivamente essere fonte di provocazioni o turbative dell’ordine pubblico in occasione dell’attività dell’esercizio».
Secondo il TAR, «i fatti più risalenti vengono richiamati solo per completezza, a significare che si tratta di un esercizio posto sotto attenzione da oltre un anno per episodi di incerta interpretazione sotto il profilo della pericolosità, mentre gli accadimenti recenti sono invece con maggiore chiarezza sintomatici». Inoltre, il titolare non ha documentato nel ricorso «né la programmazione degli eventi né la presumibile perdita conseguente alla loro cancellazione», per valutare la gravità e l'irreparabilità del danno di lucro cessante.
Pertanto secondo la giustizia amministrativa di primo grado «non sussistono i presupposti di particolare gravità ed urgenza tali da non consentire di attendere la discussione in camera di consiglio, prevista per l’11 settembre 2019», circostanza atta a respingere il ricorso anche nei confronti delle note dei Carabinieri del 31 luglio e del 7 agosto, e della nota del Commissario di Pubblica Sicurezza del 6 agosto per la condanna al risarcimento del danno. Il Cayo Blanco riprenderà così la propria attività di ristorazione e gli spettacoli dance solo a partire dal 23 agosto prossimo.
CONSEGNE POSTALI A RILENTO, LE BOLLETTE ARRIVANO ANCHE DOPO UN MESE DALLA SCADENZA: PIOGGIA DI PROTESTE IN CITTÀ
Pioggia di proteste in città per i ritardi cronici con cui arrivano a destinazione le bollette delle utenze. Spesso anzi la posta viene consegnata quando la scadenza del pagamento è già avvenuta, anche dopo un mese: la situazione riguarda tutto il territorio comunale, dal rione San Giacomo di Chioggia a via Colombo a Sottomarina, da Sant'Anna a Ca' Bianca, e a quanto pare anche nelle località limitrofe come Cavarzere e Adria. Si tratta indifferentemente di bollette Enel, Eni, e delle compagnie telefoniche: c'è chi ha sporto segnalazione attraverso l'apposito modulo che si trova agli uffici postali, taluno ha dovuto pagare almeno 10 euro di mora per il ritardo, ad alcuni l'avviso non è nemmeno arrivato.
Chi ha chiesto spiegazioni si è sentito rispondere che, soprattutto nelle frazioni, è stato ridotto il personale e da tempo non si vedono i postini; all'ufficio centrale davanti alla stazione di Chioggia peraltro non risultano giacenze. È quindi possibile che le imprese erogatrici dei servizi elettrico, del gas e del telefono si stiano servendo anche di corrieri per smistare le ricevute.
Due le soluzioni più comode: aderire alla domiciliazione via internet banking di modo da pagare direttamente attraverso il conto corrente prima della scadenza, oppure chiedere l'invio della bolletta al proprio account di posta elettronica, stamparla ed effettuare il pagamento dai tabaccai accreditati, evitando le corse dell'ultimo minuto per colpe non proprie.
Chi ha chiesto spiegazioni si è sentito rispondere che, soprattutto nelle frazioni, è stato ridotto il personale e da tempo non si vedono i postini; all'ufficio centrale davanti alla stazione di Chioggia peraltro non risultano giacenze. È quindi possibile che le imprese erogatrici dei servizi elettrico, del gas e del telefono si stiano servendo anche di corrieri per smistare le ricevute.
Due le soluzioni più comode: aderire alla domiciliazione via internet banking di modo da pagare direttamente attraverso il conto corrente prima della scadenza, oppure chiedere l'invio della bolletta al proprio account di posta elettronica, stamparla ed effettuare il pagamento dai tabaccai accreditati, evitando le corse dell'ultimo minuto per colpe non proprie.
lunedì 12 agosto 2019
SOVRAFFOLLAMENTO E ZERO USCITE DI SICUREZZA: CHIUSA L'AREA SCOPERTA DEL DANCING CARAIBI IN LUNGOMARE FINCHÉ NON SARÀ A NORMA
La notte del 9 agosto il personale della Polizia Locale e del Commissariato di Polizia di Stato di Chioggia ha effettuato un sopralluogo al locale Caraibi sito in lungomare Adriatico a Sottomarina. L'azione ha rilevato alcune irregolarità, che hanno portato all'emissione dell'ordinanza odierna di cessazione dell'attività di pubblico spettacolo per la zona scoperta posta a nord-est. La tensostruttura del locale -che aveva regolari autorizzazioni- di fatto era chiusa, mentre l’attività di pubblico spettacolo aveva luogo in un'altra area del locale all'aperto, che è risultata priva di uscite di sicurezza e di emergenza a norma.
Come di legge nell'ordinanza, tutti i 7 estintori presenti nell’area recavano, nella targhetta allegata, data di revisione scaduta; nello spazio contraddistinto quale punto di raccolta delle persone in caso di pericolo (secondo la planimetria agli atti d’ufficio) erano invece parcheggiate alcune auto. Risultavano inoltre partecipare alla manifestazione 375 avventori dai 16 anni in su, previo pagamento di un biglietto di ingresso, quando l'autorizzazione della tensostruttura prevede una capienza massima di 192 persone. L'assessora Genny Cavazzana commenta: «Non possiamo permettere che sussistano situazioni simili a quelle che hanno portato a tante tragedie di cronaca recente. Non appena i titolari si metteranno in regola secondo le disposizioni della normativa di settore potranno riaprire l'attività di pubblico spettacolo all'aperto».
Come di legge nell'ordinanza, tutti i 7 estintori presenti nell’area recavano, nella targhetta allegata, data di revisione scaduta; nello spazio contraddistinto quale punto di raccolta delle persone in caso di pericolo (secondo la planimetria agli atti d’ufficio) erano invece parcheggiate alcune auto. Risultavano inoltre partecipare alla manifestazione 375 avventori dai 16 anni in su, previo pagamento di un biglietto di ingresso, quando l'autorizzazione della tensostruttura prevede una capienza massima di 192 persone. L'assessora Genny Cavazzana commenta: «Non possiamo permettere che sussistano situazioni simili a quelle che hanno portato a tante tragedie di cronaca recente. Non appena i titolari si metteranno in regola secondo le disposizioni della normativa di settore potranno riaprire l'attività di pubblico spettacolo all'aperto».
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