martedì 10 ottobre 2017

COMPARATO BATTE “PAPALÓN”: CONTRO L'ARROGANZA DI CHI OCCUPA I POSTI RISERVATI AI DISABILI

Increscioso episodio stamane a Sottomarina, in un luogo pubblico. Un tizio, molto alto (e papalón), con l'accento che tradiva la sua provenienza dalle campagne fuori Chioggia, ha deliberatamente parcheggiato la sua auto in un posto riservato ai disabili, noncurante dei tanti altri posti a disposizione nello stesso parcheggio. Del tutto indifferente alle proteste di un anziano, che gli ha chiesto di spostare l'auto. Allora questo anziano si è imbattuto in Andrea Comparato, editor di Chioggia Azzurra, chiedendogli di intervenire. Il video è eloquente: dapprima il tale ha detto «due minuto e vado», per niente bloccato dalla possibile minaccia di una multa. Solo la possibilità di un intervento delle forze dell'ordine, avanzata da Comparato, lo ha fatto desistere e uscire a spostare la macchina, senza nemmeno chiedere scusa, ma anzi offendendo a più riprese: «Perché devi rompere? Ma vaff..., faccio quello che voglio». Al netto del fatto che la contravvenzione in questi casi è ben superiore agli asseriti 39 euro, e comporta anche la riduzione dei punti nella patente, c'è di che ringraziare le persone presenti che sono intervenute a mostrare solidarietà agli offesi, sostenendo la giusta tesi che i posti riservati alle persone con disabilità vanno appunto lasciati liberi. Doversi trovare costretti a ribadirlo, come fosse un fatto strano, dà l'idea del livello di maleducazione, inciviltà e menefreghismo di questi tempi. Ma intanto, Comparato batte Papalón uno a zero.

3 commenti:

  1. Ti ringrazio del tuo gesto e del tuo coraggio.

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  2. Hai fatto male Andrea, prima dovevi far intervenire la polizia locale per sanzionare l'animale, poi dovevi firmarlo e sputtanarlo urbi et orbi in modo che gli venisse un po' di vergogna ad andare in giro con quella macchina da papponi

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    1. Magari era in buona fede, anche io una volta, per sbaglio, ho parcheggiato in un posto per disabili non me ne sono accorto per niente, in questo caso, invece, si è visto che la buona fede non c'era per niente, anzi...

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