lunedì 11 dicembre 2017

ISPEZIONE PREFETTIZIA IERI AL BRAGOSSO, OGGI GLI ESITI. E I GESTORI: "UNA CATTIVA INFORMAZIONE CI DIFFAMA, QUESTA LA NOSTRA VERITÀ"

Sono stati invitati oggi -martedì 12 dicembre- negli uffici della Prefettura a Venezia i responsabili della società Insieme, che gestisce la casa d'accoglienza Al Bragosso di Sant'Anna, scenario lo scorso giovedì di una rissa scatenata da alcuni dei cinquanta ospiti, richiedenti asilo per lo più africani, che è costata una ferita al naso a un giovane operatore sociale che lavora nella struttura. Ieri pomeriggio c'è stata l'ispezione inviata dalla Prefettura stessa, in seguito alle rimostranze dei migranti sulle condizioni di vita: ne hanno fatto parte un ingegnere, alcuni sanitari della Ulss 3 Serenissima e il dirigente di Pubblica Sicurezza.
Intanto alla società Insieme non è andato giù il modo con cui alcuni media -e segnatamente il quotidiano La Nuova Venezia- hanno dato notizia del diverbio e, più volte negli ultimi giorni, delle accuse mosse dagli ospiti: “Riteniamo che una cosa sia il diritto d'informare, altra la diffamazione”, si legge nella nota che i gerenti hanno inviato al direttore del quotidiano. Lamentano di non essere stati ascoltati e di aver riportato solo le obiezioni di parte, facendo luce riguardo alcuni comportamenti discutibili: “Queste persone -scrive la società Insieme- denunciano la temperatura fredda, ma le immagini mostrano che girano per le stanze in sandali infradito nonostante sia dicembre. Inoltre, i letti sono stati accatastati in tal modo per volontà degli stessi migranti, e non di chi cura la struttura”.

Anche altri dettagli hanno fatto arrabbiare l'impresa: l'accusa di comportamenti violenti in capo al figlio del gestore -prudentemente e temporaneamente distolto dai compiti nella casa alloggio- proviene da una fonte a rischio di espulsione (nella struttura sono segnalate almeno cinque revoche dei benefici agli utenti, non ancora eseguite). E inoltre le immagini diffuse ai quotidiani, di disservizi negli allacciamenti e di muffa alle pareti, risalirebbero a un periodo antecedente l'ultima manutenzione. La società Insieme si riserva anche di adire le vie legali e di presentare un esposto all'Ordine dei Giornalisti: “Verificare una notizia non è così difficile -conclude il testo- sentendo l'altra campana e scambiando parole con chi viene accusato. Spiace non sia stato fatto”.

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