mercoledì 23 maggio 2018

CHIOSCO E SERVIZI IGIENICI SEQUESTRATI ALLA PLAYA PUNTA CANNA PER 5 METRI DI DIFFERENZA

Un chiosco chiuso, i servizi igienici sigillati. Tutto per cinque metri di scostamento tra la concessione e la realtà, dovuti -ironia della sorte- proprio al necessario ripascimento dell'arenile nei pressi della foce del Brenta: la disavventura, nemmeno tanto singolare nell'Italia della burocrazia, è capitata alla Playa Punta Canna, la spiaggia di Sottomarina assurta alle cronache nazionali la scorsa estate per i cartelli e i proclami fascisteggianti. Oggi, dopo che le scritte sono state rimosse dal prefetto un anno fa, il problema sta nella divergenza tra i rilievi del Comune di Chioggia con il suo ufficio demanio e la Forestale di Treviso: una vicenda iniziata nel 2016, quando ancora non era stato accresciuto il litorale con l'apporto di nuova sabbia sulla riva.

Il contrasto fra il dover essere e la nuova realtà, di soli cinque metri quanto alla presenza di un chiosco e dei servizi igienici, è approdato alla giustizia amministrativa: mentre il Comune ha accolto la tesi di Punta Canna, la Forestale – dice Gianni Scarpa, l'ormai celebre bagnino factotum – si è impuntata, e dopo che una prima volta la denuncia è stata respinta dalla giudice, il pubblico ministero ha impugnato ed è riuscito a riaprire la vertenza, fino al sequestro dei due immobili che ora sono chiusi fino a data da destinarsi. «Ora dovremo munirci di bagni chimici, sperabilmente già per sabato e domenica», aggiunge Scarpa rammaricato dal dover lasciare a casa circa venti persone che si sarebbero date il turno in cucina nel weekend. La concessione tuttavia non è stata toccata: «Sarebbe bastato che Forestale e Comune si accordassero per una sanzione pecuniaria, è un disonore», conclude il bagnino.

8 commenti:

  1. L’abuso commesso a “Punta Canna” fa a pugni con quanto accade nel porto in Val da Rio.
    La Socogas sta realizzando un impianto GPL in base ad un Decreto Interministeriale che in sede istruttoria non ha chiesto il parere vincolante della Salvaguardia o della SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA, BELLE ARTI E PAESAGGIO PER IL COMUNE DI VENEZIA E LAGUNA.
    Non ho visto per la Socogas muoversi carabinieri e Procure di sorta.

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  2. e proprio vero ci sono cittadini da uccidere finanziariamente e altri con appoggi poco chiari sono loro ad aver la licenza di uccidere...
    socogas mette a repentaglio un comune intero e nessuno ha messo loro sigilli nonostante tutte le irregolarità e i non permessi x un mostro simile ...
    e gente comune che vuole solo lavorare e dare un contributo alla bellezza turistica vengono presi di mira e UCCISI FINANZIARIAMENTE ...
    che schifo

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  3. Scusate, faccio due premesse: 1) Personalmente solidarizzo anche io con la gestione di Punta Canna , soprattutto con tutte le stupidaggini dell'estate scorsa ( che cmq hanno fatto una grandissima pubblicità - quindi alla fine chi voleva fare loro un danno al contrario ha reso loro un grande piacere ) 2) Impianto GPl avremmo preferito tutti che lo realizzassero altrove. Detto questo, trovo assolutamente sbagliato accostare le due siutazioni, socoga ha ottenuto TUTTE le autorizzazioni nel corso di un complicato percorso di cui TUTTI erano al corrente e l'impianto viene realizzato in area portuale ( non di competenza del comune di chioggia) , è stata creata , a mio avviso in malafede, da parte di alcuni soggetti una campagna assolutamente denigratoria nei confronti della società della socogas strumentalizzando e anche falsificando fake news e addombrando malaffare. Quell'impianto se doveva essere fermato lo si sarebbe dovuto fare PRIMA di dare le autorizzazioni e non DOPO TRE ANNI... questo è l'attuale. Della realizzazione dell'impianto ho scritto io TRE anni fa prima di tutti, sul gazzettino con un articolo con la mia firma e su questo blog...lo sapevano TUTTI quanti.

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    1. Non è vero che la Socogas ha “tutte le autorizzazioni”. Per esempio, quello della Salvaguardia o della Soprintendenza non c’è l’ha affatto.
      Sul complicato percorso sotto la regia del Ministero, c’è molto da dire: Tanta documentazione contraria all’impianto non è stata presa in considerazione, accogliendo a braccia aperta quella favorevole.

      Nell’iter autorizzativo il Ministero non ha tenuto conto:
      - dell’obiettivo programmatico di “estromissione del traffico petrolifero dalla Laguna di Venezia”, espressamente stabilito a livello nazionale dal sistema normativo per la Salvaguardia della Laguna di Venezia (legge n. 789 del 1984, art. 3, lett. l);
      - della mancata autorizzazione paesaggistica (artt. 146, 147 e 159 del decreto legislativo n. 42 del 2004, Codice del paesaggio);
      - delle note della capitaneria di porto di Chioggia in data 11 luglio 2014, 2 ottobre 2014 e 27 febbraio 2015 che segnala al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la NON CONFORMITÀ del progetto al proprio Piano Regolatore Portuale;

      Ha considerato come cardini favorevoli invece:
      - la non assoggettabilità del parere di Valutazione Impatto Ambientale espresso dalla Provincia di Venezia, anche se la stessa demandava ad una fase successiva del piano della sicurezza, tuttora mai presentato dalla Socogas;
      - l’errata interpretazione espressa dal Dirigente all’Urbanistica del comune di Chioggia sulla “conformità urbanistica”. Trattasi infatti di NUOVO impianto costiero di GPL da 9.000 mc. e non di mero “ampliamento” di deposito con destinazione a bunkeraggio di 1.350 mc. di gasolio per rifornimento navi.

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    2. A me, che sono l'ultimo dei pirla, risulta che le ha da tre anni tanto è vero che sta tranquillamente continuando a realizzare l'impianto. Attendiamo di sapere come si pronuncerà il tar a riguardo perché c'è chi dice che ci vorrebbero le documentazioni che tu hai riportato c'è chi dice che non servono perché è un'area portuale. Quello che è profondamente sbagliato in tutta questa vicenda è che non è possibile che per un impianto strategico per l'italia, dove una società privata investe più di 25 milioni di euro si ritrovi dopo tre anni a dover affrontare tutte queste problematiche, se non potevano essere autorizzati la cosa doveva accadere tre anni fa e non ora a lavori iniziati.

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    3. Non è che un’opera abusiva, se passati tre anni dalla sua realizzazione, si possa considerare idonea.
      E’ sufficiente verificare cosa è accaduto col primo condono edilizio, quello di Craxi per intenderci. Sono partiti da 1947, ed anche se un fabbricato era in possesso del certificato di abitabilità rilasciato dal comune, ma se realizzato in difformità dell’Autorizzazione Edilizia, si era obbligati a presentare istanza di condono per abuso edilizio.

      Quando si dice che la Socogas ha agito in funzione del Decreto Interministeriale autorizzativo, quindi in regola per realizzare i lavori, non si dice tutto.
      Se quel Decreto è viziato di una procedura non corretta, si deve procedere al suo annullamento. I danni che ne deriverebbero alla Socogas dovrà farseli rimborsare da chi ha autorizzato l’impianto, quindi dal Ministero, o meglio, dal Dirigente ministeriale che ha firmato quale “responsabile del procedimento amministrativo”.

      Un ultimo pensiero, la Socogas non può considerarsi come una “verginella”. Sapeva benissimo che casino avrebbe scatenato.

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    4. Vedi , è prassi comune dar per scontato che qulli della socogas siano brutti, cattivi e antipatici e non che siano un'impresa che abbia voluto investire nella sua attività, l'anno scorso gli investimenti dall'estero verso l'italia si sono ridotti al DIECI per cento degli anni prima, perché tutta questa incertezza CI DANNEGGIA, ripeto io non ne so più di tanto ma trovo assurdo che un'impresa non possa investire ...è questa la situazione, guarda i cantieri navali chioggia, diretti dai fratelli Ballarin, gli hanno fatto demolire il capannone dove fanno mega yacht che dà lavoro a centinaia di persone.... glielo hanno fatto demolire e ora lo hanno potuto rimontare.... sono cose ammissibile su uno stato moderno?

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    5. Un plauso sincero al Cantiere dei Ballarin.

      Riguardo invece la demolizione del capannone, per poi rimontarlo tale e quale, i Ballarin devono ringraziare dello scherzetto l’allora Dirigente all’Urbanistica Mohammad Talieh Noori (quello della conformità del GPL, per intenderci).
      Quando c’era lui non si poteva costruire il capannone. E’ bastato cambiare Dirigente (ed anche amministrazione) perché la cosa fosse fattibile.

      Quindi certamente la burocrazia è asfissiante e non attira capitali, ma tante volte è anche l’incompetenza di chi dirige gli uffici a mettere i bastoni fra le ruote a chi ha diritto a costruire, dando via libera invece a chi questo diritto non ce l’ha (vedi GPL).

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