martedì 19 maggio 2020

LA POLIZIA ASSICURA ALLA GIUSTIZIA MICHELE PERINI "GAMBE", IL RE DELLO SPACCIO DI HASHISH E MARIJUANA A CHIOGGIA PAREVA IMPRENDIBILE


Michele Perini

Assume contorni davvero importanti l'arresto -avvenuto ieri mattina a Chioggia- di Michele Perini detto "Gambe", 46 anni, ritenuto forse il boss numero 1 per lo spaccio di hashish e marijuana in città. L'operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato, che ha mobilitato gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza, la Squadra Mobile di Venezia e l'Unità Cinofila di Padova: un vero e proprio colpaccio, al quale i poliziotti stavano lavorando da molto tempo. Perini ora è in carcere nel capoluogo, mentre il fratello Diego Perini (di 51 anni) e il 56enne Renis Zennaro (già socio di Michele Perini nella società di pesca Verace) sono stati posti all'obbligo di dimora.

Renis Zennaro

Un pezzo da novanta, si diceva: Michele Perini spacciava droghe leggere da circa trent'anni, era conosciutissimo nel giro ma praticamente "imprendibile" viste la sua attenzione nello sfuggire alla cattura. Un vero re della malavita, accorto e molto sveglio, che naturalmente si avvaleva di diversi supporti: le indagini della Polizia, coordinate a Chioggia dapprima dal commissario uscente Rosario Gagliardi e poi da quello appena subentrato, Flavio d'Addario, sono state assai complicate e laboriose, al fine di dimostrare che il nucleo dello spaccio girava attorno al 46enne arrestato.
Già nel marzo 2018 gli investigatori clodiensi avevano arrestato prima Diego Frizziero e poi Manuel Barcheri, perché trovati in possesso rispettivamente di 1169.75 grammi di marijuana e di 500.55 grammi di hashish (il primo) e di 3628 grammi di hashish e 198 grammi di marijuana, il secondo. In quell’occasione diversi elementi avevano indotto i poliziotti a ritenere che in realtà il vero fornitore della sostanza stupefacente sequestrata a Frizziero e Barcheri fosse Michele Perini. Così la Procura ha autorizzato le intercettazioni telefoniche, che hanno aiutato a ricostruire le trame di un'articolata filiera di spaccio.
Perini era già socio dello stesso Barcheri e di Renis Zennaro nella società Verace (pesca delle vongole), oltre che soggetto già noto alle forze dell'ordine, le quali lo avevano arrestato nel 2007 durante il blitz denominato "Pesca grossa". Le misure di ieri chiudono il cerchio delle indagini, che peraltro si legano ad un’attività avanzata nel gennaio 2019, con due perquisizioni locali eseguite in altrettante abitazioni di calle Fabris a disposizione di un altro soggetto, Ambleto Voltolina, chioggiotto di settant'anni, a seguito delle quali erano stati sequestrati 4619.4 grammi di marijuana e 3941 grammi di hashish: la quantità interamente riferibile a Michele Perini ammonta in tutto a 15 kg tra erba e "fumo".

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