Questa notte verso le due e mezza i vigili del fuoco sono stati chiamati per un intervento in via Morosini,a sud di Viale Mediterraneo, nell’area del Parco degli Orti.
Si è trattato di dover spegnere le fiamme che stavano bruciando un capanno agricolo già lesionato precedentemente.
Si è trattato con molta probabilità di un incendio scoppiato a causa di un evento doloso.
L’area, in cui si trovano ancora ettari di terreno dediti all’agricoltura, è una zona alquanto degradata, usata da molti come discarica a cielo aperto e non insolita ad eventi dolosi come questo.
Negli anni scorsi la stessa zona era meta di ragazzini che avevano trovato come massimo divertimento appiccare fuoco a strutture agricole, fatto che è costato loro una denuncia.
Si tratta di una zona sulla quale da tempo si stanno pensando interventi di riqualifica per darle una valenza turistico-sportiva, con percorsi vita e piste ciclabili, ma che, per il momento, sembra essere abbandonata a sé stessa.
Qui, l’irresponsabile che ha causato il momento di pericolo, non ha pensato sicuramente alle conseguenze tragiche che la sua leggerezza avrebbe potuto provocare.
Vogliamo pensare che l’atto sia involontario e non cercato, in quanto riteniamo che nessuna persona sana di mente, anche fosse un piromane, avrebbe deciso di innescare un incendio a un passo da un serbatoio di GPL, un carburante estremamente infiammabile
La notte scorsa attorno alle due di notte i vigili del fuoco sono intervenuti in viale Vicenza per una fuga di monossido di carbonio che ha intossicato un’intera famiglia di sei persone.
L’intero nucleo familiare composto da adulti e bambini è stato portato al pronto soccorso dove sono stati tenuti in osservazione ma fortunatamente non è stato necessario l’uso della camera iperbarica.
Evidentemente, vista la stagione, le esalazioni dovute al malfunzionamento della caldaia devono essere state conseguenti all’uso dell’acqua calda, sicuramente per le docce, e questo è stato molto probabilmente una fortuna per quella famiglia se il malfunzionamento fosse accaduto in pieno inverno le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi.
La famiglia titolare dell’Hotel Pineta in Lungomare Adriatico a Sottomarina, vittima anche dei black out delle due serate di sabato sera e domenica sera, si sfoga con Chioggia Azzurra.
Lo stabile ad esso adiacente è stato autorizzato a fare lavori straordinari di manutenzione decidendo di iniziare a luglio, in piena stagione turistica, provocando un fuggi fuggi di ospiti che nel migliore dei casi hanno accettato di spostarsi in un altro lato dell’albergo. Alcuni ospiti fedeli hanno capito la situazione e non hanno apparentemente battuto ciglio.
Ma i rumori causati dai lavori in corso provocano disagio a chi, in cerca di relax e tranquillità decide di passare qualche tempo in una località turistica ma che si trova costretto a cercare quella tranquillità in un'altra struttura alberghiera diversa da quella inizialmente scelta, venendosi di fatto a trovare a lato di un cantiere.
Purtroppo, alla struttura ricettiva che si sente vittima in una simile situazione, non resta che appellarsi a un avvocato che chieda un fermo dei lavori fino al termine della stagione turistica in quanto stranamente non è prevista una fattispecie simile nei regolamenti edilizi che impedisca situazioni di disagio in piena stagione per le attività turistiche.
Poco tempo fa in una situazione simile il titolare di un campeggio in Via Barbarigo ha dovuto imporsi perché degli interventi straordinari dello stabile di edilizia pubblica di proprietà comunale a fianco fossero rimandati in quanto, essendo troppo rumorosi, disturbavano gli ospiti della struttura, negando loro quella quiete a cui avevano diritto.
L’amministrazione dovrebbe porre delle regole per bilanciare il diritto di deve intervenire in opere di importante riqualificazione con chi gestisce attività turistiche che rappresentano un’importanza strategica per l'economia cittadina e vanno tutelati.
Beghe e dispetti tra vicini servono solo a rendere più pesante una situazione già martoriata da altri fattori, Covid in primis. Altro che buon vicinato.
Tre sono gli alloggi comunali occupati abusivamente a Ca’ Bianca in via Rebosola.
L’ultimo appartamento è stato occupato qualche settimana fa da una famiglia composta da padre, madre e un bimbo piccolo, i quali non si sono fatti molti scrupoli ad abbattere la porta di un alloggio libero.
Questo era in attesa di essere assegnato dopo esser stato liberato da un inquilino avente diritto, che mal soffriva la situazione di isolamento della frazione preferendo tornare a Chioggia.
La stessa famiglia si è poi autodenunciata del fatto, facendo giungere i carabinieri a constatare l’avvenuta occupazione e facendo scattare la denuncia che dovrà proseguire nel suo itinere con le conseguenze del caso.
La crisi degli alloggi è un problema sentito ovunque e da molte famiglie. Ciò non toglie che esiste una graduatoria che va rispettata per l'assegnazione degli alloggi comunali.
Di giorno i barchini e di notte le moto. Una gioventù che pare non sappia dove deve andare ma deve arrivare correndo.
Anche sabato scorso fino alle 4 di notte, dalle parti del Camping Tropical proprio a due passi dai camperisti addormentati, un gruppo di 10 - 15 ragazzini in sella a moto truccate sono passati e ripassati dal parcheggio comunale verso la Diga, fino a quando il custode non ha chiamato i carabinieri i quali, con la loro presenza, hanno fatto sì che i ragazzi si allontanassero. Questi però hanno fatto ritorno subito dopo, non appena i carabinieri hanno ripreso la loro strada, inveendo contro il custode e continuando le loro corse. In altri momenti hanno infastidito i residenti di via Barbarigo e Isolaverde.
Il presidente di Cisa Camping, Luciano Serafini, si dice preoccupato della situazione. Questi gruppi sparuti di ragazzi, riconducibili a una minoranza, fanno passare la nostra città per poco sicura e non accogliente, impressione che male si accosta all'aspirazione della città a diventare Capitale della Cultura. Sono uno sparuto gruppetto, afferma, probabilmente basterebbe qualche controllo in più per arginare questo fenomeno sul nascere.
Resta il fatto che si tratta di ragazzini che alle 4 di notte sono in giro per la città a rovinare il sonno altrui, afferma Andrea Bacci, titolare del Camping Tropical, senza che i genitori si chiedano dove sono e cosa facciano.