giovedì 6 dicembre 2018

I RELITTI NAUTICI NEL LUSENZO IMPATTANO CONTRO LA NAVIGAZIONE SOTTO IL PONTE CAVANIS E QUELLO PARALLELO IN LEGNO

Da mesi ormai nella laguna del Lusenzo viene segnalata la presenza di relitti galleggianti che invece di diminuire, con il loro giusto recupero, aumentano e vengono abbandonati a se stessi. La situazione si fa ogni giorno più pressante specie in corrispondenza del ponte Cavanis e di quello in legno parallelo, ormai in disuso da anni, e utilizzato come ormeggio oltre che d’estate per la pesca notturna alle seppioline. Quando la marea si alza, notano i pescatori, si fa veramente fatica ad accorgersi in special modo di una barca affondata messa di traverso, che chiude l’unico passaggio più profondo e adatto al passaggio delle imbarcazioni. Di recente è stato anche legato uno scafo inservibile sotto il ponte Cavanis stesso, che sta diventando appunto un luogo di concentrazione di natanti in disarmo. Fra l’altro lo stesso ponte di legno appare pericolante, mancante di assi e con fori in diverse parti: d’estate soprattutto i turisti lo percorrono incuriositi, incuranti del rischio. Negli anni scorsi un tubo galleggiante caduto era stato recuperato dai vigili del fuoco, ma ben diversa sarebbe la difficoltà di una eventuale operazione simile, qualora dovesse naufragare il ponte a pezzi.

DERUBATO NEGOZIO DI SIGARETTE ELETTRONICHE IN CALLE SAN GIACOMO, FUGGITI TRE GIOVANI

Furto insolito ieri al negozio SmokIN di calle San Giacomo a Chioggia, che vende sigarette elettroniche per smettere di fumare. A un certo punto sono entrati tre giovani, chiedendo di visionare il materiale: una volta che il gerente ha esposto gli accessori, se ne sono impossessati e sono usciti di corsa. Il bottino ammonta a un controvalore per centinaia di euro, ed è già la seconda volta che succede. Il fatto è stato denunciato ai Carabinieri.

BOLLETTE IN RITARDO E CONSEGUENTE MESSA IN MORA, CAOS POSTALE IN ALCUNE UTENZE DEL TERRITORIO CHIOGGIOTTO

Alcuni cittadini segnalano disservizi nella consegna delle bollette per varie utenze e allacciamenti nel territorio comunale di Chioggia. Le notifiche a domicilio per i consumi da pagare, già scaduti a novembre, sono giunti in non pochi casi nei primi giorni di dicembre, provocando così la messa in mora dell’utente. La vicenda è stata segnalata al sindaco oltre che alla dirigenza delle poste, in attesa che una riforma renda obbligatorio scrivere sulla bolletta anche la data di partenza. Non è ancora chiaro in quale punto della catena di spedizione sia generato il ritardo che colpisce casi non isolati, anche se non estesi.

lunedì 3 dicembre 2018

ACCOLTELLAMENTO SOTTO I PORTICI, CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER SESILLO E CAVALLARIN: FU TENTATO OMICIDIO AGGRAVATO?


Alessandro Boscolo Sesillo

Il pubblico ministero Giovanni Zorzi, della Procura della Repubblica di Venezia, ha chiuso le indagini riguardo l'accoltellamento avvenuto sotto i portici in centro storico a Chioggia lo scorso 23 ottobre, chiedendo il rinvio a giudizio per Alessandro Boscolo Sesillo e Otello Cavallarin. Il reato loro ascritto è tentato omicidio aggravato in concorso nei confronti di Massimo Dario, colpito da due coltellate alla schiena guaribili in 25 giorni con l'interessamento di un polmone: l'autore materiale è individuato in Sesillo, mentre Cavallarin fungeva da complice e "determinatore". Ad Alessandro Sesillo è stato contestato anche il possesso non denunciato di un coltello a serramanico con lama di 10 cm. I due quindi, secondo il pm Zorzi, avevano intenzione di uccidere.

Massimo Dario

Nei giorni scorsi Cavallarin era stato scarcerato dal Tribunale del Riesame mentre si trovava agli arresti domiciliari, mentre Sesillo (che era già stato in carcere per una rapina al ristorante Gabbiano 2) si trovava in permesso quel mattino dai domiciliari stessi. Il reato è maturato nell'ambiente dello spaccio di droga e della "riscossione crediti" criminale: la ricostruzione del pm Zorzi ha messo alla luce il fatto che Cavallarin doveva ricevere 20mila euro da Dario, ovvero le spese legali di un precedente processo per spaccio. Gli avvocati difensori si sono appellati alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che avrebbero attestato come Dario avesse agito per primo, prendendo per il collo gli altri due. Ora gli indagati hanno 20 giorni per produrre memorie difensive e depositare i risultati di eventuali indagini dei loro avvocati.

ROGO AI PIOVINI GENERA ENORME NUBE DI FUMO POTENZIALMENTE TOSSICO: DENUNCIATO UN 60ENNE

Allarme ieri pomeriggio attorno alle 17 in via Frignolo ai Piovini, dove un tizio di età compresa fra 60 e 65 anni approfittando dell’ora già buia ha dato fuoco a un’ingente quantità di materiale di scarto, tra cui plastica ovviamente dannosa. Si è alzata una enorme nube di fumo, visibile anche a distanza: di qui numerose segnalazioni, che hanno mobilitato i Vigili del Fuoco di Piove di Sacco e i Carabinieri di Codevigo, i quali hanno denunciato l’uomo per attività inquinanti.

CASSONETTO DATO ALLE FIAMME A SOTTOMARINA, TORNA L'INCUBO DEI PIROMANI

Tornano i piromani per noia, per dispetto, di certo per incoscienza. Ieri sera attorno alle ore 19 un cassonetto dell’immondizia è stato dato alle fiamme a Sottomarina, nei pressi della chiesa di Santo Spirito. La zona è apparentemente inedita quanto all’azione di questi sconsiderati, che nel recente passato (specie nei mesi primaverili ed estivi) hanno colpito appiccando il fuoco in altre parti di Sottomarina.

domenica 2 dicembre 2018

UN UOMO DAL VOLTO COPERTO RAPINA LA TAVERNETTA SUL LUNGOMARE DI SOTTOMARINA

Venerdì sera attorno alle ore 19.45 un uomo dal volto parzialmente coperto si è presentato al bancone della Tavernetta, il bar in lungomare Adriatico a Sottomarina. Al gestore che gli chiedeva se volesse sigarette, lo sconosciuto ha brandito una pistola (forse giocattolo) e ha detto solo «dammi i soldi», con un’inflessione che tradiva la probabile provenienza straniera. Il titolare non ha opposto resistenza, anche perché in quel momento si trovava da solo alle redini dell’esercizio. Il rapinatore ha così avuto accesso alla zona retrostante il banco, fino a prelevare dalla cassa l’intero importo disponibile al momento, circa 150 euro, dileguandosi senza lasciare traccia. Il sopralluogo è stato eseguito dagli agenti della Polizia di Stato, avanti ai quali è stata sporta denuncia.