lunedì 7 gennaio 2019

RISSA IN LUNGOMARE, TRE DEGLI ARRESTATI PATTEGGIANO 6 MESI. SONO 22ENNI CHIOGGIOTTI, A PROCESSO GLI ALTRI DUE


Silvano Penzo, Marco Marangon e Simone Minou

Hanno un nome tre dei protagonisti della rissa scoppiata nella notte fra sabato e domenica sul lungomare di Sottomarina, che ha provocato feriti, arresti e denunce. Stamane il processo per direttissima al Tribunale di Venezia, con i cinque giovani condotti dai carabinieri che li hanno prelevati dagli arresti domiciliari cui erano stati sottoposti ieri: evidenti, nelle mani e nei volti, i segni della contesa. Durante l’udienza di convalida del fermo, i chioggiotti Silvano Penzo, Marco Marangon e Simone Minou hanno preferito patteggiare una pena di sei mesi, ammettendo le proprie responsabilità.

Colpisce soprattutto il caso del primo, un 22enne che in rete si fa chiamare “Arancia Meccanica”, e che proprio ieri ha commentato il post di Chioggia Azzurra dopo il fatto, scrivendo in dialetto: «Fate presto a giudicare, vorrei che chi giudica fosse stato là in quel momento». Nonostante la spavalderia, a giudicare ci ha pensato chi è preposto dalla legge. Per quanto riguarda invece gli altri due arrestati di ieri, due ragazzi di origine italo-tunisina difesi dall’avvocato Massimo Aprile, non hanno accettato il patteggiamento (che significa un’ammissione di colpa) preferendo andare a processo nel pomeriggio di oggi: sostengono di essere stati aggrediti, e quindi dovrà essere provato il loro scagionamento quali parti attive nella rissa.

Eventuali ulteriori aggiornamenti in seguito nei blog di Chioggia Azzurra.

domenica 6 gennaio 2019

MEGA RISSA IN LUNGOMARE A COLTELLATE E COLPI DI BOTTIGLIA, CINQUE ARRESTI CON FERITI ALL'OSPEDALE

Increscioso fatto di sangue nella notte sul lungomare sud di Sottomarina. Attorno alle ore 3 un chioggiotto e uno straniero hanno attaccato briga in un locale, ma gli insulti presto si sono tramutati in vie di fatto all’esterno dello stesso, quando alla rissa si è aggiunta una decina di persone, alcune delle quali pare già in passato si siano rese protagoniste di episodi del genere, soprattutto in centro storico. Dal contatto fisico qualcuno è passato a brandire le bottiglie come armi contro il rivale, ed è spuntato anche un coltello: almeno otto persone hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, con ferite da taglio (in alcuni casi al collo, suturate) e guaribili al massimo in 15 giorni). L'ospedale clodiense ha lavorato tutta la notte a questo caso, dal momento che i giovani coinvolti si sono presentati anche dopo le 7 di mattina.
Gli strascichi del diverbio, nato quasi con certezza per futili motivi e la voglia di menare le mani tra persone probabilmente alterate dall’alcool o da altre sostanze, sono proseguiti sul marciapiede in direzione nord, dove i belligeranti sono stati inseguiti e fermati dalla volante della polizia e dai carabinieri che, prontamente contattati da alcuni testimoni, hanno avuto il loro bel daffare per ricondurre alla normalità la situazione. In loco sono intervenute anche le ambulanze a sirene spiegate per trasportare i feriti all’ospedale, dove pare si siano spenti gli ultimi focolai della contesa.
Questa mattina, nella caserma dei carabinieri in lungomare, i primi rilievi dei militari alla presenza delle persone coinvolte, utili a formulare i provvedimenti del caso: cinque arresti e tre denunce: cinque arresti in flagranza di reato e tre denunce, tra cui quelle a carico di una ragazza e di un minorenne. Il più anziano dei protagonisti della zuffa ha 31 anni, coinvolto anche un ragazzo di nazionalità tunisina. Il coltello incriminato è stato trovato dai carabinieri e presenta macchie di sangue. Domani il processo per direttissima a Venezia. La scorsa estate, sempre sul lungomare, un alterco notturno sotto i fumi dell’alcool fra chioggiotti e turisti veronesi è sfociato in colpi e morsi, con intervento dei carabinieri e le cure al Pronto Soccorso.

sabato 5 gennaio 2019

IMPEDISCE AGLI UTENTI DI USARE IL BANCOMAT: RUMENO IN MANETTE, DENUNCIATO PER VIOLENZA PRIVATA E RESISTENZA

Un cittadino rumeno di 54 anni questa mattina attorno alle ore 11 stava impedendo con la forza agli utenti della filiale di banca Intesa San Paolo in viale Padova a Sottomarina di utilizzare gli sportelli del bancomat. L’uomo, evidentemente alterato, è stato bloccato dalla polizia di Stato con il supporto dei carabinieri in un’operazione non facile, e condotto a sirene spiegate al commissariato di Pubblica Sicurezza di Chioggia, dove è stato denunciato per violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale. Successivamente è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Chioggia per valutare le sue condizioni psicofisiche.

venerdì 4 gennaio 2019

CONTROLLI DEI CARABINIERI NEI LOCALI DI CHIOGGIA E SOTTOMARINA: UNA DENUNCIA E DUE MULTE PER EBBREZZA

Operazione di controllo del territorio ieri sera a cura della Compagnia Carabinieri di Chioggia. Le ispezioni hanno avuto luogo anche in quattro bar di Chioggia e Sottomarina: i militari hanno deferito alla Procura della Repubblica, in stato di libertà, un conducente sorpreso alla guida in stato di ebbrezza. Altri due soggetti hanno ricevuto contravvenzioni per ubriachezza molesta. L’attività dei carabinieri seguirà nei prossimi giorni.

IL GRUPPO SPORTIVO PESCATORI LA TOCÀ DERUBATO NELLA NOTTE DI UN COMPUTER CON TUTTI I DATI DEI SOCI

Furto nella notte alla sede del Gruppo Sportivo Pescatori “La Tocà”, all’ex Monte di Pietà in corso del Popolo a Chioggia. Ignoti si sono introdotti spaccando le porte degli uffici e gettando l’arredo all’aria in cerca probabilmente di denaro, rubando un computer senza prelevare la stampante o altro materiale.
Il disagio maggiore, dice il presidente Giuseppe Cappon, sta nell’aver perduto assieme al terminale anche l’anagrafica di tutti i soci. Pronta la denuncia alle forze dell’ordine. Il gruppo La Tocà organizza corsi gratuiti di pesca per i bambini e ha praticato la pulizia dei canali di Chioggia e della laguna.

giovedì 3 gennaio 2019

AUMENTANO DEL 2% GLI ABBONAMENTI DEL TRENO, PASSEGGERI INFURIATI DATO IL DISSERVIZIO DELLA LINEA CHIOGGIA-ROVIGO

Dopo il danno, la beffa. Negli ultimi giorni dell’anno la tratta ferroviaria Chioggia-Rovigo ha mostrato il suo lato peggiore, in un 2018 fatto di ritardi, cancellazioni, disservizi, sostituzioni con autobus, passaggi a livello bloccati: e dal 1° gennaio è scattato anche l’aumento degli abbonamenti che lavoratori e studenti pendolari sottoscrivono ogni mese per risparmiare sul viaggio. Il contratto di servizio firmato dalla Regione Veneto con la rete Trenitalia -che per la littorina in questione si avvale dell’outsourcing a Sistemi Territoriali- prevede che le tariffe siano aumentate del 2% per ogni scaglione chilometrico nel 2019 e nel 2020, ben del 3% nel 2021, 2022 e 2023 poi dell’1.8% a decorrere dal 2024 e per ciascun anno fino alla scadenza del contratto. Gli incrementi delle tariffe regionali, con l’addizionale, sono applicati automaticamente da Trenitalia. Una ulteriore tegola per una linea di cui non si vedono orizzonti futuri lusinghieri.

martedì 1 gennaio 2019

BOTTI DI CAPODANNO, ARRIVA TARDI L’ORDINANZA DEL SINDACO PER LIMITARLI (E NON PROIBIRLI)

Polemiche a Chioggia per la sostanziale concessione di sparare i botti di fine anno, in controtendenza rispetto alle vicine amministrazioni di Cavarzere e Mira. In tutta la città, anche prima della mezzanotte, gragnuole di fuochi d’artificio e petardi sono esplosi al cielo, assicurando un bell’effetto pirotecnico ma mettendo a rischio la salute degli spavaldi tiratori, oltre che quella dei passanti e degli animali, chiamati a un autentico slalom per evitare i luoghi più pericolosi. C’è da dire che solo ieri, 31 dicembre, nell’albo pretorio del Comune è stata pubblicata l’ordinanza del sindaco Ferro, la quale prescriveva il divieto di utilizzare polvere pirica a una distanza inferiore a 150 metri da ospedali, case di cura e di riposo e dal canile, oltre che in adiacenza a cassonetti e depositi di materiale infiammabile, o legno e sterpaglie.
La proibizione era estesa anche all’area dell’evento principale, ma lasciava larghe maglie all’interpretazione più permissiva, autorizzando espressamente l’uso di articoli pirotecnici salvo il periodo immediatamente antecedente la scorsa mezzanotte e fino alle 3. Con un preavviso di così breve durata, senza la pubblicità garantita dagli organi d’informazione (e senza contare le difficoltà di organico della polizia locale), è facile comprendere come il divieto sia stato largamente disatteso, specie in una città come Chioggia particolarmente “sensibile” al fascino dei fuochi e degli spari. Anche se il ferito più serio della provincia si è registrato a Dolo, dove un 58enne ha subìto danni alla mano per aver raccolto da terra un petardo inesploso, ferendosi.