sabato 7 novembre 2015

PORTO, LE AZIENDE CHE CI LAVORANO NON DECIDONO

Così va l'economia a Chioggia. Imprese fuori dai luoghi delle decisioni: "Paghiamo canoni ben profumati all'Aspo, eppure non possiamo dire la nostra nel cda dell'azienda, non possiamo dire niente sulle crociere o sull'impianto Gpl" dice Alfredo Calascibetta. Chi lavora nel porto? Agenzie Marittime, Case di Spedizioni, Imprese Portuali e di trasporti. "Eppure - dice Alfredo Calascibetta che rappresenta il comitato di tutte le imprese che lavorano in porto - siamo stati completamente esclusi nel corso di questi anni da tutti gli organi statutari dell'Aspo, pur avendo più volte richiesto di avere un rappresentante nel Consiglio di Amministrazione". L'Azienda Porto è un'estensione della Camera di Commercio, ma nella casa delle imprese le imprese non riescono a entrare. "Chi esprime dentro l'Aspo la professionalità davanti a personaggi avulsi da qualsiasi tema portuale: Turismo, orticoltura, pesca, ecc.?" si domanda Calascibetta. "Noi siamo solo Aziende utili a versare elevati affitti e canoni d’Impresa e mai interpellati su importanti decisioni nell’ambito portuale". Va detto che Calascibetta non è tipo da lamentele, ma dopo gli ultimi fatti (Gpl, crociere a singhiozzo, binari morti) fa il punto su tutto quello che non funziona in Val Da Rio. 1) Raccordo ferroviario per le merci. "La crisi continua - dice Calascibetta - e noi abbiamo interpellato Rete Ferroviaria Italiana e anche il Ministero delle Infrastrutture. Ci sono le garanzie per lo sviluppo del Porto di Chioggia? Siccome Spo ha dichiarato a marzo di non avere le somme necessarie per allacciare a proprie spese il raccordo di Val Da Rio alla rete nazionale, le Ferrovie hanno deciso di semplificare l'allaccio ai binari di Chioggia. Se Aspo deciderà di riattivare la linea ferroviaria, con un nuovo contratto, allora si potrà riattivare l'allaccio. Nell’attesa di una nuova linea di stazionamento carri , che sarà posta ad est del porto, parallela alla tangenziale esterna della città, nei giorni scorsi è stata effettuata la posa di un nuovo binario nel porto, collegabile ai vecchi che portano in banchina". 2) Crociere. L'Aspo ha creato una società mista con la Sst del comune per gestire le crociere a Chioggia. Adesso il nuovo presidente della "Chioggia Terminal Crociere S.R.L." è Fedalto, ex presidente dell'Aspo e ancora presidente della Camera di Commercio. "Data la nostra estromissione dal Consiglio di Amminitrazione dell'Aspo al di là delle ottime esperienze dimostrate da noi con le ultime navi passeggeri che hanno toccato i Saloni e non conoscendo le strategie che metterà in essere la nuova Società, ci auguriamo che un nostro rappresentante venga chiamato nelle sedi opportune per dare un contributo tecnico, marittimo, riferentesi anche ai servizi tecnico-nautici del Porto". 3) L'impianto GPL dietro Borgo San Giovanni. "Non condividiamo l’ubicazione di questo impianto - dice Calascibetta, che ha fatto pure un intervento in Consiglio comunale a settembre - in attesa di conoscere se mai andrà a conclusione questa autorizzazione “disgraziata". Anche in questo caso l’Aspo non ha mai ritenuto di ascoltare un parere dai rappresentanti del Porto. Il Terminal GPL, oltre ad essere un freno allo sviluppo del porto e crocieristico, bloccherà anche il turismo locale. Con tutte le conseguenze e restrizioni sul traffico acqueo e sulla immagine della città, con un impianto bomba in pieno centro. In conclusione, chiediamo all’Azienda Porto, al nuovo Presidente Dr Michele Gambato, che prenda in considerazione le nostre richieste e rivaluti il nostro porto".

1 commento:

  1. Non lo farà...ma non capite sono solo scambi di poltrone...accertatevi ognuno di questi signori su quante poltrone siede...del porto gliene può fregar di meno

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