Negli scorsi mesi è stata rinnovata la pavimentazione del lato sud di corso del Popolo, usurata nel tempo dal passaggio delle automobili e da quello (che non sarebbe consentito) di mezzi pesanti diretti al mercato ittico all'ingrosso. Tuttavia, nella zona del campiello compreso fra la chiesa di San Francesco, calle Muneghette e l'inizio dei portici, all'atto di riposizionare i grandi blocchi di granito non è stata effettuata la tintura in bianco delle strisce pedonali preesistenti, con l'effetto che le auto non lasciano passare i pedoni diretti all'altro lato della strada, anche se in quel tratto è previsto l'attraversamento.
martedì 15 gennaio 2019
lunedì 14 gennaio 2019
ALCUNI EPISODI DI PEDICULOSI NELLE SCUOLE, MA AL COMUNE DI CHIOGGIA E AI DIRETTORI PER ORA NON RISULTA
Non è una situazione di allarme rosso, ma nel territorio comunale di Chioggia il pericolo di infestazione pidocchi esiste, dopo la comparsa nei giorni scorsi di pochi casi in alcuni istituti scolastici. Una situazione che è stata affrontata con molta praticità dai genitori di bambini e ragazzi delle classi interessate dallo spiacevole inconveniente: chi sollecitando i propri figli -in particolare le bambine- a tenere i capelli raccolti, chi ricorrendo a prodotti specifici di farmacia per la prevenzione. La pediculosi è un problema che non riguarda solo il Comune di Chioggia ma tutta Italia: pare che oltre un milione di bambini debbano fare i conti con questo tipo di attacchi, che oltre a comportare un costo per la disinfestazione a volte gettano dubbi sulle condizioni igieniche di scuole e famiglie. Al momento presente, alla dirigente comunale Daniela Ballarin non è stato segnalato alcun caso, né riguardante asili nido né altri plessi. Esiste tuttavia un obbligo di segnalazione quando si tratta di numerosi episodi e ci sia un rischio epidemico: allo stato attuale, dunque, nessun dirigente degli istituti comprensivi del Comune di Chioggia ha inviato segnalazioni in merito.
sabato 12 gennaio 2019
RISSA IN LUNGOMARE E CHIUSURA DEL DISCANTO: SIAMO TUTTI VITTIME DEI SOLITI, E BEN NOTI, VIOLENTI MANESCHI
La sanguinosa rissa a coltelli, punteruoli e bottigliate avvenuta lo scorso sabato notte sul lungomare di Sottomarina fra due bande di ragazzi interroga le coscienze a trovare soluzione alla mancanza di senso giovanile, anche quando è dettata da incoscienza o esalta l’uso gratuito e allenato della forza.
Non consta qui distribuire torti e ragioni: ci sta già pensando la magistratura. E tra farsi giustizia da soli e cedere al patteggiamento e alla facoltà di non rispondere, c’è sempre una strada migliore: l’affermazione giudiziale della verità dei fatti e delle conseguenze.
Preme invece valutare lo sprofondo in cui versa certa gioventù cittadina, tra violenza, branco, estremismo, esaltazione, dipendenze, possesso di armi da taglio, orari dilatati: la notizia è stata un altro colpo all’immagine esterna -e non solo- della città.
Ciò dovrebbe riguardare tutti, non solo chi subisce effetti alla propria economia: chi sono, questi figli che ne aggregano altri più giovani, che non si fanno scrupoli a colpire durante le feste (sotto copertura) innocui adulti stimati, che sommano denunce a deferimenti sportivi a frequentazioni discutibili se non pericolose? Quanto non li conosciamo, cosa facciamo per prevenire che si comportino così?
Intanto ci va di mezzo un locale che da quasi vent'anni lavora seriamente, cerca di scegliere i propri clienti, offre alla città occasioni di musica, di spettacolo, di incontro e di intelligenza. Chioggia Azzurra è solidale con Lorenzo e Letizia, con chi lavora al Discanto e al ristorante Park, nella speranza che sia l'ultima volta in cui è costretta a darne notizia in questi termini.
Non consta qui distribuire torti e ragioni: ci sta già pensando la magistratura. E tra farsi giustizia da soli e cedere al patteggiamento e alla facoltà di non rispondere, c’è sempre una strada migliore: l’affermazione giudiziale della verità dei fatti e delle conseguenze.
Preme invece valutare lo sprofondo in cui versa certa gioventù cittadina, tra violenza, branco, estremismo, esaltazione, dipendenze, possesso di armi da taglio, orari dilatati: la notizia è stata un altro colpo all’immagine esterna -e non solo- della città.
Ciò dovrebbe riguardare tutti, non solo chi subisce effetti alla propria economia: chi sono, questi figli che ne aggregano altri più giovani, che non si fanno scrupoli a colpire durante le feste (sotto copertura) innocui adulti stimati, che sommano denunce a deferimenti sportivi a frequentazioni discutibili se non pericolose? Quanto non li conosciamo, cosa facciamo per prevenire che si comportino così?
Intanto ci va di mezzo un locale che da quasi vent'anni lavora seriamente, cerca di scegliere i propri clienti, offre alla città occasioni di musica, di spettacolo, di incontro e di intelligenza. Chioggia Azzurra è solidale con Lorenzo e Letizia, con chi lavora al Discanto e al ristorante Park, nella speranza che sia l'ultima volta in cui è costretta a darne notizia in questi termini.
venerdì 11 gennaio 2019
SOSPESA PER UNA SETTIMANA IN VIA CAUTELARE LA LICENZA AL DISCANTO E AL RISTORANTE PARK, DOPO LA RISSA LÀ INIZIATA LO SCORSO SABATO NOTTE
Si sono presentati verso sera, quando già il gruppo musicale arrivato da Padova stava montando gli strumenti per suonare. I carabinieri hanno eseguito l’ordine del Questore di Venezia che ha disposto la chiusura per una settimana del Discanto pub, il locale sul lungomare di Sottomarina involontario scenario dell’inizio della rissa a coltelli e bottiglie che lo scorso sabato notte ha mandato all’ospedale una decina di giovani e ne ha fatti processare cinque per direttissima. Sulla base dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il questore Vito Gagliardi ha sospeso la licenza di pubblico esercizio pur senza riscontrare la responsabilità del titolare nei fatti di cui sopra: il provvedimento infatti non ha carattere punitivo o repressivo, bensì cautelare e preventivo.
Si teme infatti che la situazione degenerata meno di una settimana fa configuri una fonte di pericolo concreta per l’incolumità pubblica, nel caso eventuale si ripresentassero in zona i “reduci” della battaglia campale per una improbabile resa dei conti. La chiusura ha colpito anche l’adiacente ristorante Park, appartenente alla medesima società che gestisce il Discanto: domani a pranzo, come ogni giorno, avrebbe dovuto accomodarsi anche una squadra di operai convenzionati, e alcuni adolescenti avevano prenotato una cena di compleanno. Discanto e Park riapriranno venerdì prossimo, 18 gennaio. Sconfortato il commento del direttore artistico, Lorenzo Soncin: «In coscienza abbiamo fatto tutto il possibile per evitare la rissa, avendo contattato i carabinieri per due volte non appena ce n’erano le avvisaglie. Tanto che poi è proseguita fuori, sul marciapiede.
Ci riteniamo vittime di quello che è successo, mi auguro e spero in una giustizia rapida ed efficace». Soncin e il Discanto, malgrado tutto, non sono animati da spirito polemico nei confronti del provvedimento, avendo anche manifestato collaborazione alle forze dell’ordine, oltre a cercare di scremare settimanalmente la clientela offrendo spettacoli, incontri, gastronomia e bevande di livello differente: come in un evento sportivo disputato a porte chiuse, chi ci rimette è sempre il pubblico buono e corretto, quello che per fortuna a Chioggia e a Sottomarina è ancora la maggioranza.
Si teme infatti che la situazione degenerata meno di una settimana fa configuri una fonte di pericolo concreta per l’incolumità pubblica, nel caso eventuale si ripresentassero in zona i “reduci” della battaglia campale per una improbabile resa dei conti. La chiusura ha colpito anche l’adiacente ristorante Park, appartenente alla medesima società che gestisce il Discanto: domani a pranzo, come ogni giorno, avrebbe dovuto accomodarsi anche una squadra di operai convenzionati, e alcuni adolescenti avevano prenotato una cena di compleanno. Discanto e Park riapriranno venerdì prossimo, 18 gennaio. Sconfortato il commento del direttore artistico, Lorenzo Soncin: «In coscienza abbiamo fatto tutto il possibile per evitare la rissa, avendo contattato i carabinieri per due volte non appena ce n’erano le avvisaglie. Tanto che poi è proseguita fuori, sul marciapiede.
Ci riteniamo vittime di quello che è successo, mi auguro e spero in una giustizia rapida ed efficace». Soncin e il Discanto, malgrado tutto, non sono animati da spirito polemico nei confronti del provvedimento, avendo anche manifestato collaborazione alle forze dell’ordine, oltre a cercare di scremare settimanalmente la clientela offrendo spettacoli, incontri, gastronomia e bevande di livello differente: come in un evento sportivo disputato a porte chiuse, chi ci rimette è sempre il pubblico buono e corretto, quello che per fortuna a Chioggia e a Sottomarina è ancora la maggioranza.
mercoledì 9 gennaio 2019
THETIS ACQUACOLTURA ERIGE VASCHE, SERRE E POZZETTI LUNGO IL CANALE FOSSETTA: MA C'È UN ABUSO EDILIZIO
Lo scorso 13 dicembre la polizia locale di Chioggia ha rilevato un abuso edilizio in capo alla società agricola Thetis Acquicoltura, che si occupa della semina e della coltivazione di prodotti ittici, in special modo bivalvi. L’anomalia è stata riscontrata in ordine ad un terreno ubicato lungo la strada 309 Romea, in località Brondolo, dove l’impresa diretta da Gian Luigi Lago ha elevato due serre da 30 metri x 8.50, una vasca sul lato est di fronte al canale Fossetta per filtrare l’acqua piovana, una più piccola per la fitodepurazione dell’acqua, oltre a sette pozzetti e alla bonifica del fondo di 120 mq con apporto di terra e calcinacci provenienti da demolizioni edilizie.
Ora la palla passa al settore urbanistico per i provvedimenti del caso: trattandosi di un’area soggetta a qualche vincolo, bisognerà accertare preliminarmente se del progetto effettivo sia stata eseguita la corretta procedura di comunicazione alla commissione di Salvaguardia.
Ora la palla passa al settore urbanistico per i provvedimenti del caso: trattandosi di un’area soggetta a qualche vincolo, bisognerà accertare preliminarmente se del progetto effettivo sia stata eseguita la corretta procedura di comunicazione alla commissione di Salvaguardia.
I CARABINIERI SEQUESTRANO CIBI SCADUTI E SENZA ETICHETTE ALLE MENSE SCOLASTICHE DI CHIOGGIA: 11500 EURO DI MULTA ALL'AZIENDA DI CATERING
Prodotti scaduti nelle mense scolastiche di Chioggia. Li ha scoperti lunedì la motovedetta della locale Compagnia Carabinieri, assieme al dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 3 Serenissima, dopo un controllo al centro di cottura dell’impresa Gemeaz, che si occupa della refezione: nei frigoriferi erano conservate 14 confezioni di cosce di pollo, 12 di hamburger, 5 di pizza e 17 vasetti di yogurt con data di scadenza già avvenuta, oltre a 4 rotoli di arrosto precotto e una confezione di carne rossa cruda da 5 kg, sprovvisti di etichette e documenti relativi alla provenienza, sfuggendo così alla tracciabilità di filiera.
All’azienda è stata comminata una sanzione amministrativa di 10mila euro per gli alimenti scaduti e di 1500 per quelli senza etichette. Il cibo, di peso complessivo 60 kg e controvalore per 700 euro, è stato sequestrato e poi smaltito a norma di legge. Sconcerto da parte dell’amministrazione comunale: il sindaco rileva «un fatto gravissimo, non giustificabile nemmeno se gli alimenti fossero stati accantonati per lo smaltimento». L’assessora alla pubblica istruzione Isabella Penzo conferma che il Comune si è subito attivato per chiedere formalmente alla società informazioni dettagliate dell’accaduto, e prendere i necessari provvedimenti.
All’azienda è stata comminata una sanzione amministrativa di 10mila euro per gli alimenti scaduti e di 1500 per quelli senza etichette. Il cibo, di peso complessivo 60 kg e controvalore per 700 euro, è stato sequestrato e poi smaltito a norma di legge. Sconcerto da parte dell’amministrazione comunale: il sindaco rileva «un fatto gravissimo, non giustificabile nemmeno se gli alimenti fossero stati accantonati per lo smaltimento». L’assessora alla pubblica istruzione Isabella Penzo conferma che il Comune si è subito attivato per chiedere formalmente alla società informazioni dettagliate dell’accaduto, e prendere i necessari provvedimenti.
martedì 8 gennaio 2019
RISSA IN LUNGOMARE, IL 6 FEBBRAIO IL PROCESSO AI DUE FRATELLI ITALO-TUNISINI. UN COLTELLO CONSEGNATO DAI CHIOGGIOTTI AI CARABINIERI
Achraf Cheikh Zouali
Si svolgerà il 6 febbraio al Tribunale di Venezia il processo per rissa che vede imputati i due fratelli italo-tunisini Achraf e Helmi Cheikh Zouali, rispettivamente di 28 e 31 anni, coprotagonisti nella notte fra sabato e domenica del violento alterco sul lungomare di Sottomarina a colpi di bottiglie, coltelli e punteruoli. La giudice monocratica Sonia Bello ha stralciato la loro posizione da quella degli altri tre arrestati in flagranza (i chioggiotti Silvano Penzo, Marco Marangon e Simone Minou), i quali hanno chiesto e ottenuto il patteggiamento con condanna a 6 mesi e pena sospesa. Anche per i due fratelli è stato convalidato il fermo operato dai carabinieri di Chioggia, ma senza alcuna misura cautelare di qui alla data dell’udienza. Assistiti dall’avvocato Massimo Aprile, Achraf e Helmi hanno scelto di proseguire nella causa perché si proclamano vittime di un’aggressione: secondo la versione riportata, il primo avrebbe difeso un terzo conoscente durante un litigio a male parole scoppiato dentro un locale sul lungomare tra due persone che da tempo si detestavano, e che sono state denunciate assieme ad altre tre, fra cui una ragazza e un minorenne. Erano circa le 2.30 della notte quando la rissa è proseguita fuori in strada, e ad avere la peggio in quel frangente era stato Achraf Zouali: il quale ha chiamato in suo soccorso il fratello Helmi, anziché rivolgersi magari alle forze dell’ordine.
Il pestaggio (6 contro 3) è continuato a fasi alterne fino all’arrivo dei carabinieri, quando alcuni elementi si sono dati alla fuga: i militari hanno rinvenuto in loco cinque giovani e li hanno posti agli arresti domiciliari. In tale occasione, è certo che Penzo e Marangon hanno consegnato da terra agli uomini in divisa un coltello sporco di sangue, sul quale verranno operati i necessari rilievi digitali e riguardo il dna. Durante la direttissima di ieri, mentre i tre chioggiotti hanno accettato il patteggiamento avvalendosi della facoltà di non rispondere, e quindi non spiegando alla giudice l’origine delle ferite che loro stessi portavano visibilmente addosso, i due italo-tunisini hanno raccontato la propria verità. Ora sarà sempre la giudice Bello a valutare se sono credibili o meno. Intanto il pronto soccorso ha avuto il suo daffare per sanare le ferite della contesa in capo anche ai cinque individui denunciati, alcuni dei quali sono soliti praticare il pugilato: il più grave ha uno sfregio alla guancia e un altro alla nuca, per complessivi 40 punti di sutura e 15 giorni di prognosi, gli altri se la caveranno con ferite da arma da taglio e contusioni da 6 a 14 giorni, come nel caso di Silvano Penzo, che ha subìto una coltellata allo sterno con addensamento polmonare. I cinque denunciati sono stati rintracciati al pronto soccorso dopo la fuga.
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