giovedì 3 gennaio 2019

AUMENTANO DEL 2% GLI ABBONAMENTI DEL TRENO, PASSEGGERI INFURIATI DATO IL DISSERVIZIO DELLA LINEA CHIOGGIA-ROVIGO

Dopo il danno, la beffa. Negli ultimi giorni dell’anno la tratta ferroviaria Chioggia-Rovigo ha mostrato il suo lato peggiore, in un 2018 fatto di ritardi, cancellazioni, disservizi, sostituzioni con autobus, passaggi a livello bloccati: e dal 1° gennaio è scattato anche l’aumento degli abbonamenti che lavoratori e studenti pendolari sottoscrivono ogni mese per risparmiare sul viaggio. Il contratto di servizio firmato dalla Regione Veneto con la rete Trenitalia -che per la littorina in questione si avvale dell’outsourcing a Sistemi Territoriali- prevede che le tariffe siano aumentate del 2% per ogni scaglione chilometrico nel 2019 e nel 2020, ben del 3% nel 2021, 2022 e 2023 poi dell’1.8% a decorrere dal 2024 e per ciascun anno fino alla scadenza del contratto. Gli incrementi delle tariffe regionali, con l’addizionale, sono applicati automaticamente da Trenitalia. Una ulteriore tegola per una linea di cui non si vedono orizzonti futuri lusinghieri.

martedì 1 gennaio 2019

BOTTI DI CAPODANNO, ARRIVA TARDI L’ORDINANZA DEL SINDACO PER LIMITARLI (E NON PROIBIRLI)

Polemiche a Chioggia per la sostanziale concessione di sparare i botti di fine anno, in controtendenza rispetto alle vicine amministrazioni di Cavarzere e Mira. In tutta la città, anche prima della mezzanotte, gragnuole di fuochi d’artificio e petardi sono esplosi al cielo, assicurando un bell’effetto pirotecnico ma mettendo a rischio la salute degli spavaldi tiratori, oltre che quella dei passanti e degli animali, chiamati a un autentico slalom per evitare i luoghi più pericolosi. C’è da dire che solo ieri, 31 dicembre, nell’albo pretorio del Comune è stata pubblicata l’ordinanza del sindaco Ferro, la quale prescriveva il divieto di utilizzare polvere pirica a una distanza inferiore a 150 metri da ospedali, case di cura e di riposo e dal canile, oltre che in adiacenza a cassonetti e depositi di materiale infiammabile, o legno e sterpaglie.
La proibizione era estesa anche all’area dell’evento principale, ma lasciava larghe maglie all’interpretazione più permissiva, autorizzando espressamente l’uso di articoli pirotecnici salvo il periodo immediatamente antecedente la scorsa mezzanotte e fino alle 3. Con un preavviso di così breve durata, senza la pubblicità garantita dagli organi d’informazione (e senza contare le difficoltà di organico della polizia locale), è facile comprendere come il divieto sia stato largamente disatteso, specie in una città come Chioggia particolarmente “sensibile” al fascino dei fuochi e degli spari. Anche se il ferito più serio della provincia si è registrato a Dolo, dove un 58enne ha subìto danni alla mano per aver raccolto da terra un petardo inesploso, ferendosi.

giovedì 27 dicembre 2018

TRENI IN RITARDO O SOSTITUITI, E SALE D'ATTESA CHIUSE NONOSTANTE IL GELO: I PASSEGGERI DELLA CHIOGGIA-ROVIGO NON NE POSSONO PIÙ

Ancora una mattina di passione, ieri, per gli utenti della linea ferroviaria Chioggia-Rovigo. Il 2018 infatti si conclude sulla falsariga di tutti gli ultimi dodici mesi e più, ovvero con ritardi, sostituzioni, cancellazioni e disagi: i passeggeri infatti sono rimasti all'addiaccio, a circa zero gradi di temperatura, per oltre mezz'ora senza ricevere notizie riguardo i tempi non rispettati, per poi ottenere solo un autobus e doverne pagare l'utilizzo pure in presenza della sottoscrizione di un abbonamento ferroviario alla tratta gestita da Sistemi Territoriali. Ciò che più infastidisce, a ragione, coloro che devono prendere il treno è la chiusura delle sale di attesa, come quella di Chioggia bloccata ormai da tempo immemore dopo essere stata ripulita dagli atti vandalici di chi la occupava lo scorso decennio: quando il termometro segna valori siberiani, non preoccuparsi della salute e del benessere di chi viaggia è colpevole tanto quanto far saltare le corse dei convogli.

IL LUSENZO PROIETTATO AL FUTURO, MA PER ORA È UNA DISCARICA DI RELITTI: "NUOVO ARRIVATO" ALL'ISOLA DELL'UNIONE

L’ultimo arrivato alla festa dei relitti sul Lusenzo non si può dire non abbia una certa classe. Manco fosse il primo, e si teme non sia l’ultimo: si parla del cabinato di oltre sette metri che almeno da ieri affiora in laguna all’altezza dell’isola dell’Unione, a pochi metri dal centro di formazione professionale: la barca, di cui è ben distinguibile la targa (VE324D), versa su un fianco e rivela una struttura in legno, con àncora e taniche a bordo. Solo il caso più eclatante di come vengano lasciati andare alla deriva, senza recupero, numerosi natanti lungo lo specchio d’acqua gioiello: nelle fattispecie più fortunate, come quella in questione, alcuni si prendono la briga di agganciarli alle brìcole, o di riportarli a terra usando gli scivoli predisposti sia a Sottomarina che a borgo San Giovanni. Negli altri gli scafi sono lasciati a se stessi, alla rovina e allo sprofondo, costituendo pericolo per la navigazione professionale e da diporto come sotto il ponte parallelo a quello intitolato ai padri Cavanis. Giorni fa era stato pubblicato il progetto di un parco acquatico sulla laguna, con strutture ricettive modulari e l’insediamento degli sport d’acqua in pianta stabile: difficile poterlo concretizzare se prima non si pone mano a questa situazione...

mercoledì 26 dicembre 2018

PERDE IL CONTROLLO DELL'AUTO E FA STRIKE CONTRO TRE VETTURE PARCHEGGIATE IN CAMPO CANNONI

Si fosse trattato di bowling, avrebbe fatto strike. La scorsa notte un’auto, della quale il conducente aveva evidentemente perso il controllo, ha investito un’altra vettura parcheggiata lungo il cordolo esterno di campo Cannoni a Sottomarina: la carambola ha fatto sì che il mezzo urtato franasse addosso al veicolo parcheggiato davanti, e questo a sua volta contro una terza automobile, risultando il più danneggiato sia sul muso che nel retro.
In loco sono intervenuti i carabinieri e il soccorso stradale: la macchina investitrice appartiene a un giovane ma il padre si è autoaccusato del fatto, asserendo di essere scivolato sull’asfalto. Le indagini sono chiamate ad accertare se la sua ricostruzione sia realistica o se sta coprendo una notte brava del figlio.

lunedì 24 dicembre 2018

VASTA CHIAZZA DI CARBURANTE NAUTICO SULLA LAGUNA DEL LUSENZO: ANCHE A NATALE SI INQUINA ALLEGRAMENTE

Ancora una enorme chiazza di carburante campeggia sul canale San Domenico esterno e fino alla laguna del Lusenzo, alle spalle di punta Poli e dei cantieri, verso l’isola dell’Unione. Questa mattina la segnalazione di alcuni cittadini ha consentito di verificare la presenza della gigantesca macchia di olio, della quale non si conosce la provenienza anche se è probabile che esca da qualche peschereccio, anche non ormeggiato in zona. Considerato che le eventuali bonifiche sono molto costose, chi si comporta così non comprende l’entità del danno che provoca all’ambiente dove egli stesso vive e lavora.

I BIDONI ABBANDONATI A CA' PASQUA CONTENEVANO OLIO MOTORE ESAUSTO: SONO STATI PORTATI NELLE SCORSE ORE ALL'ECOCENTRO

Lo scorso 12 novembre Chioggia Azzurra aveva dato notizia di alcuni bidoni abbandonati nei pressi dell’argine del Bacchiglione, alle spalle dell’abitato di Ca’ Pasqua. Finalmente ora questi fusti sono stati prelevati e portati all’ecocentro, dove è stato analizzato il contenuto: si trattava di olio motore esausto, probabilmente lasciato nell’ambiente da qualche impresa agricola della zona. Uno di questi bidoni risultava anche essere deteriorato, e gli ispettori hanno recuperato per quanto possibile il contenuto sversato attraverso una pompa. Ironia della sorte, l’ubicazione esatta di questi relitti era a soli 800 metri dalla discarica di Ca’ Rossa. Nel caso si riuscisse a risalire agli autori del rilascio, costoro dovranno rispondere di un notevole danno ambientale.