sabato 9 dicembre 2017

ORDINANZA ANTI-PETARDI, SANZIONI DA 25 A 500 EURO PER CHI TRASGREDISCE

Il sindaco Alessandro Ferro ha emanato l'ordinanza che dal 23 dicembre al 7 gennaio vieta l'accensione di giochi pirotecnici, fuochi e petardi a una distanza inferiore di 150 metri rispetto a ospedali, case di riposo e canili, oltre che di cassonetti per la raccolta delle immondizie, in presenza di materiale infiammabile, sterpi e depositi di legname, nonché in occasione di spettacoli in luoghi pubblici. Nelle zone idonee, l'uso dei petardi è consentito dalle ore 8 alle 21, con deroga a Capodanno fino alle ore 3 antemeridiane del 1° gennaio. Le sanzioni per i trasgressori vanno da 25 a 500 euro.

venerdì 8 dicembre 2017

FACINOROSO DI SOTTOMARINA AGGREDISCE DUE POLIZIOTTI, DENUNCIATO A PIEDE LIBERO

Due agenti di polizia sono stati aggrediti nella notte fra mercoledì e giovedì da un facinoroso molto probabilmente alterato dall'alcool o da qualche sostanza. È accaduto a Sottomarina, durante un'azione occorsa perché il tizio ha causato problemi a un locale, il cui gestore ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine: alla vista dei militari, fra l'una e le 2 di notte, lo squilibrato -anch'egli di Sottomarina- si è diretto verso la pattuglia e ha iniziato una colluttazione con pugni e strattoni. I due agenti sono stati poi medicati con prognosi di qualche giorno, l'individuo è stato denunciato a piede libero come da prassi.

giovedì 7 dicembre 2017

BRAGOSSO, SITUAZIONE TRANQUILLA. I MIGRANTI: MANCANO BAGNI E ACQUA CALDA. I GESTORI: NON È VERO. LA PREFETTURA VERIFICHERÀ

La situazione al centro d'accoglienza ubicato a Sant'Anna nei locali dell'ex ristorante Al Bragosso si è venuta normalizzando attorno alle ore 14, quando i migranti che si erano asserragliati hanno aperto i lucchetti, consentendo l'ingresso degli operatori della società Insieme che erano stati bloccati fuori nelle scorse ore, e uscendo a loro volta per parlare con i giornalisti accorsi, sotto l'occhio vigile delle forze dell'ordine. Gli africani hanno denunciato situazioni -peraltro tutte da dimostrare- in cui nello stabile mancherebbe l'acqua calda e non ci sarebbero servizi igienici a sufficienza.
I gestori rigettano completamente le accuse, in quanto infondate: «Paghiamo loro anche i trasporti per acquisire le pratiche legali, l'abbonamento per recarsi a lezione d'italiano e la scuola stessa, abbiamo fornito la casa di Cavarzere e quella di Sant'Anna di attrezzi da palestra e anche di una cucina autonoma a loro uso», commentano dalla società Insieme. «Questo perché vogliamo che stiano bene, sia chiaro che l'aggressione di ieri non dipende dalle condizioni di vita qua dentro». Il vicario del prefetto ha fatto sapere che lunedì verrà inviata una commissione ispettrice per le verifiche del caso nella struttura, ascoltando i singoli migranti. Nel frattempo la situazione al Bragosso è tornata tranquilla, grazie anche al pattugliamento delle forze di polizia che sono rimaste a presidiare l'esterno.

UNA GROSSA CHIAZZA DI CARBURANTE NAUTICO GALLEGGIA SUL CANALE SAN DOMENICO, ALLARME INQUINAMENTO

Una chiazza di carburante nautico molto estesa ha coperto stamane gran parte del canale di San Domenico, nella parte che va dal mercato ittico all'ingrosso fin quasi la chiesa. Non è la prima volta che accade, ma probabilmente mai di queste dimensioni. La circostanza è stata segnalata da molti residenti, passanti e pescatori, anche per via dell'aria fortemente maleodorante. È opinione comune che non è facile disinquinare, né risalire al responsabile della perdita di gasolio.

RISSA AL CENTRO D'ACCOGLIENZA “BRAGOSSO”, UN OPERATORE FERITO AL NASO, I MIGRANTI SI BARRICANO NELLA STRUTTURA

Una lite per futili motivi degenera in rissa, un giovane operatore ferito al naso, e i migranti ospitati al Bragosso occupano la struttura. È il bilancio dell'increscioso episodio accaduto ieri sera nell'ex ristorante di Sant'Anna, sulla strada Romea: attorno alle ore 20 un africano di 22 anni era stato redarguito da un dipendente della società Insieme, che gestisce l'accoglienza nell'immobile, per futili motivi. Pare infatti che il giovane si sia impossessato di un'intera confezione di fazzoletti di carta, anziché di un solo pacchetto, privando gli altri dal poterli usare. A seguito del rimprovero la vicenda è deteriorata, con minacce di violenza («I kill you», ti uccido), dopodiché il 22enne è sceso nella sala da pranzo assieme ad altri ospiti della struttura ed è iniziata una sorta di rivolta contro la gestione familiare.

Durante questo alterco, che ha visto anche il tentativo di sollevamento di un pesante tavolo in ferro, uno dei dipendenti -preso alla sprovvista- ha subìto un pugno che gli ferito il naso, mentre un altro operatore ha avuto il principio di un malore (si temeva un infarto) ed è stato portato in ambulanza al pronto soccorso. La zona è stata presidiata da tre volanti della polizia e da una dei carabinieri, ma la vicenda non si è conclusa così, dal momento che i migranti si sono chiusi dentro con i lucchetti, lasciando la società Insieme fuori dai locali, e occupando di fatto il Bragosso. Da ore è in corso una mediazione tra gli operatori dell'accoglienza e le forze dell'ordine da una parte, e gli stranieri asserragliati dentro, che chiedono di poter parlare col prefetto di Venezia Carlo Boffi. Non è esclusa un'azione di forza. “Singolarmente presi, sono pecore. Ma quando si mettono assieme, diventano leoni”, sospira sconsolato un operatore esperto che tante ne ha viste.

la situazione all'esterno stamane:


lunedì 4 dicembre 2017

TENTANO FURTO AL MOTOPESCHERECCIO KETTY: TRE LADRI FUGGONO SENZA 40 TANICHE PIENE DI NAFTA

Una grossa sorpresa ha colto, lo scorso venerdì alle 8 del mattino, i marittimi del motopeschereccio Ketty, ormeggiato sulla riva del canal Lombardo all'altezza di calle San Cristoforo. Circa 40 taniche comuni, da 20 e 30 litri di capacità ciascuna, erano state riempite di carburante prelevato dall'imbarcazione stessa, e lasciate incustodite durante la notte; la visione dei registri delle telecamere di bordo hanno rivelato che attorno alle 2 della notte fra giovedì 30 novembre e venerdì 1° dicembre, tre ignoti a bordo di un furgone Doblò di colore bianco con scritte si sono affiancati all'imbarcazione. Due di costoro erano rimasti di sorveglianza, un terzo si era introdotto a bordo e ha scaricato le taniche vuote dal furgone alla barca, di modo da riempirle con la nafta.

Ma qualcosa dev'essere andato storto -probabilmente il passaggio di qualche altro natante nel canale- e i ladri non si sono sentiti sicuri di effettuare un colpo dai contorni ingenti: nelle taniche già riempite e abbandonate c'erano ormai circa 400 litri di carburante, per un controvalore pari a 220 euro. Il quantitativo fa scalpore, e lascia pensare che l'azione sia stata opera di persone -magari del medesimo ambiente o affiliate al contrabbando- che conoscevano il mezzo in questione e la sua logistica interna. Probabilmente si fossero limitati ad asporti minori sarebbero riusciti a fuggire con qualche tanica in meno. Il fatto è stato segnalato alle forze dell'ordine, sale intanto l'attenzione degli armatori dal momento che l'evento potrebbe ripetersi.

sabato 2 dicembre 2017

RAPINE IN BANCA, IL PM CHIEDE LA CONDANNA DI ANDREA GIBIN E STEFANO VOLTOLINA

Sono arrivate sul tavolo del giudice per le udienze preliminari Alberto Scaramuzza le richieste del pubblico ministero Roberto Terzo riguardo le due rapine effettuate e le altrettante tentate da una banda veneto-siciliana nel 2015, rispettivamente il 30 settembre al Monte Paschi di Sant'Anna di Chioggia e il 19 novembre alla filiale della Cassa di Risparmio di Ferrara, a Porto Viro. Sette le persone coinvolte nell'associazione a delinquere, che ha fruttato circa 300mila euro di introiti malavitosi: il pm ha chiesto, fra gli altri, otto anni di reclusione per il chioggiotto Andrea Gibin, sei anni e quattro mesi per l'altro chioggiotto (milanese di nascita) Stefano Voltolina e un anno con pena sospesa a Silvia Ravagnan, ex moglie di Gibin, accusata di favoreggiamento.
Nella banda, Gibin aveva il compito di eseguire i sopralluoghi alle banche e di nascondere la refurtiva, Voltolina invece si occupava della logistica. I due avevano lavorato in precedenza nella darsena Marina del Sole del noto imprenditore nautico Marino Masiero, interrompendo il rapporto professionale un anno prima degli arresti; pure il capo dell'organizzazione criminale, il pluripregiudicato catanese Francesco Guardo, aveva ricoverato il proprio yacht nella medesima marina. La sentenza dovrebbe essere comunicata alla prossima udienza.