venerdì 14 febbraio 2020

AI GIARDINI DI VIALE UMBRIA UN 25ENNE DÀ IN ESCANDESCENZE: LA POLIZIA LO CONTIENE A FATICA, DENUNCIANDOLO PER RESISTENZA E LESIONI

Scompiglio attorno alle 17.30 di oggi ai giardini di viale Umbria, dove un 25enne russo -forse alterato- con il suo atteggiamento esagitato stava creando problemi ai bambini che stavano giocando.
Una pattuglia della Polizia di Stato giunta in loco è addivenuta a una colluttazione con l'uomo che stava dando in escandescenze, il quale è stato placato a fatica (ha anche cercato di sfilare la pistola dalla fondina a un agente) e condotto al commissariato, calmandosi solo dopo alcune ore.
Nell’occasione, due poliziotti sono rimasti infortunati e per alcuni giorni non potranno essere operativi nel servizio di volante. Il giovane è stato denunciato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. In zona si erano portati anche i carabinieri, la polizia locale e un'ambulanza.

VICENTINO DI 45 ANNI DENUNCIATO PER POSSESSO DI COCAINA E DOCUMENTI ALTRUI, DECISIVO L'OCCHIO DI UN POLIZIOTTO IERI A CHIOGGIA

Un agente di polizia, libero dal servizio, ieri ha notato due persone sospette tra la fondamenta San Domenico e calle Forno Filippini. Si trattava di un uomo di 45 anni e di una donna di 30, entrambi vicentini: intervenuta una volante della Pubblica Sicurezza di Chioggia, ha condotto i due al Commissariato dove sono stati perquisiti.
Il 45enne aveva con sé 5 grammi di cocaina e un kg di mannite (sostanza da taglio dello stupefacente), oltre a 3 carte d'identità e 2 patenti di persone che ne avevano denunciato lo smarrimento, e a un blocchetto di assegni appartenuto a un'anziana defunta, relativo a un conto corrente chiuso anni fa. Al riscontro del casellario, l'uomo risultava gravato di precedenti per truffa, ed è stato denunciato per possesso di stupefacenti e appropriazione di cose smarrite.

AMIANTO DECOMPOSTO NELLA DISCARICA SCOPERTA A CA' GRASSI DALLA GUARDIA DI FINANZA, DUE PERSONE DENUNCIATE

Una discarica spontanea è stata scoperta dagli elicotteri della Guardia di Finanza in località Ca' Grassi, nei pressi dell'argine del Bacchiglione, entro i confini del territorio comunale di Chioggia. Nella circostanza due persone sono state denunciate a piede libero. L'area misura circa 6mila metri quadrati e consta di un terreno e tre immobili in disuso, dove sono stati depositati scarti in amianto, in stato di avanzata decomposizione.
Tra gli oggetti conferiti, anche pneumatici interrati in una vasca di letame e sacchi di plastica con all'interno resti di pesticidi e carburanti. La zona verrà presa in esame dall'Arpav, che analizzerà i singoli rifiuti per definire lo specifico smaltimento e valutare il danno ambientale.

giovedì 13 febbraio 2020

LA GELATERIA CARPE DIEM NON RIENTRA DALL'EVASIONE DEI TRIBUTI COMUNALI: ANCORA SOSPESO IL PLATEATICO E LA CONCESSIONE

Di nuovo sospeso il plateatico alla gelateria Carpe Diem, in corso del Popolo a Chioggia, sotto il Granaio. Già nello scorso agosto due ordinanze comunali avevano interrotto l'attività del locale: ora quei provvedimenti tornano efficaci, dal momento che il piano di rientro dall'evasione fiscale -concordato allora con l'impresa- non ha dato i risultati sperati: «Dobbiamo tutelare i soggetti in regola», afferma il dirigente dello stesso settore Gianni Favaretto.
In estate, a seguito di controlli relativi al mancato pagamento dei tributi comunali, era emerso che la società non risultava aver corrisposto la TARI da cinque anni e la COSAP da tre, con un debito nei confronti del comune di oltre 20mila euro. Allora la gelateria si era premurata di sottoscrivere con Veritas e SST i piani di rientro per gli insoluti, che prevedevano il pagamento di rate con scadenza mensile. Quindi il Comune aveva sospeso l'efficacia delle due ordinanze 263/19 e 264/19, stabilendo tuttavia che l'azienda avrebbe dovuto inviare al Comune un'informazione entro il giorno 1° di ogni mese, a prova dell’avvenuto e puntuale pagamento delle rate previste.
In caso contrario, anche per una sola rata, sarebbe stato disposto un nuovo periodo di chiusura dell'attività e la revoca dei plateatici. Ora il Carpe Diem avrà tempo 7 giorni per la rimessa in pristino dell'area ad uso plateatico, e per la consegna all'ufficio competente dell'originale della relativa concessione. «L'articolo 57, comma 6, del regolamento di Polizia Urbana - spiega l'assessora Cavazzana - è stato applicato con la massima attenzione in un caso di morosità.
Non si intende infatti colpire in maniera indiscriminata le attività economiche cittadine, ma è necessario intervenire contro l'evasione dell'erario comunale, erario che serve a gestire i bisogni quotidiani di tutti i cittadini, dalla riparazione delle strade ai servizi scolastici, dall’illuminazione pubblica alla sicurezza. Tollerare episodi come quello segnalato vuol dire dover aumentare ingiustamente la pressione fiscale sopra i cittadini e le aziende oneste, danneggiando molti per colpa di pochi e inquinando la corretta concorrenza tra imprese. L’azione di controllo dell'amministrazione continuerà con sistematicità, a tutela degli interessi collettivi».

AUTO SCASSINATA E DERUBATA DI CIÒ CHE C'ERA ALL'INTERNO IERI DOPO PRANZO IN LUNGOMARE A SOTTOMARINA

Ieri pomeriggio attorno alle ore 14.30, in lungomare Adriatico a Sottomarina -nei pressi dei bagni Lungomare- un'auto che era parcheggiata in uno stallo blu è stata scassinata dai ladri, che hanno aperto la portiera forzando la serratura e hanno derubato i proprietari di ciò che c'era dentro, anche se niente era stato lasciato in vista. Molto probabilmente, sostiene la vittima del furto, l'assenza di altri segni dovrebbe far pensare a qualcuno appostato in loco e che è andato a colpo sicuro. La persona derubata ha denunciato il crimine, nella speranza che non vi siano ulteriori casi del genere alle viste.

PISTA ROSA DI NUOVO NEL DEGRADO A NEMMENO DUE ANNI DALLA RISTRUTTURAZIONE: MONTANARIELLO (PD), «IL COMUNE ATTIVI LE TELECAMERE»

A distanza di nemmeno due anni dall'inaugurazione, il 14 maggio 2018, la nuova "pista rosa" nei pressi del Lusenzo a Borgo San Giovanni versa già in condizioni critiche. A denunciarlo è il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Jonatan Montanariello: «Ricevo segnalazioni sempre più frequenti, relative al fatto che il sito comincia ad essere abitato di nuovo da comitive di giovani, le quali nella "migliore delle tradizioni" di riva Lusenzo non si comportano in modo da dare il messaggio migliore. Sempre più spesso infatti questi adolescenti occupano gli spazi che dovrebbero appartenere al gioco dei bambini, e poi bivaccano, fumano e gettano rifiuti per terra. Anche gli atti di vandalismo non tardano a farsi vedere».
Montanariello ricorda che le telecamere installate lungo la riva non sono collegate agli uffici della polizia locale: «Questa amministrazione - rincara la dose il capogruppo del PD - vuole istituire la zona a traffico limitato in centro storico e si preoccupa di comprare nuove telecamere, senza pensare a come collegare quelle già montate ed operative. Nel momento in cui si porta a termine un intervento importante quale il ripristino dela pista, con strutture sportive al servizio dei cittadini, occorre poi proteggere lo stesso patrimonio pubblico e comunale».
L'esponente dell'opposizione ammonisce l'amministrazione «a non limitarsi ai proclami e agli spot elettorali del tipo "noi abbiamo fatto", ma di curare appunto ciò che viene fatto. Presenterò un ordine del giorno uscente - conclude Jonatan Montanariello - alla prossima seduta del consiglio comunale, chiedendo che vengano istituite forme di controllo più rigide per evitare quello che già sta accadendo, ovvero che i bambini più piccoli siano portati a giocare altrove per evitare spiacevoli inconvenienti o discussioni, cosa che purtroppo è già accaduta».

mercoledì 12 febbraio 2020

SPACCIATORI IN SILENZIO DAVANTI AL GIUDICE. DAI BANCHETTI ALLA FATICA DI PAGARE LE BOLLETTE: I CONTI SONO BLOCCATI

Fanno scena muta, davanti al giudice per le indagini preliminari Andrea Battistuzzi, i 28 arrestati nell'ambito dell'operazione antidroga di giovedì scorso, denominata Tsunami dai Carabinieri di Chioggia. Dislocati in vari istituti di pena lungo l'intero nord Italia, da La Spezia a Gorizia, gli accusati di spaccio si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, sotto suggerimento dei propri avvocati difensori: per alcuni di essi la questione è anche tecnica, mancando i tempi per l'approfondimento -da parte dei legali- di interi faldoni da 300 pagine l'uno. Certo è che nessuno ha ancora ammesso le proprie colpe, rilasciando formale confessione.
Frattanto l'indagine patrimoniale, parallela a quella di diritto penale, disposta dalla Procura della Repubblica di Venezia sta mettendo alle strette le famiglie degli arrestati, dal momento che tutti i conti correnti bancari e postali, i depositi, gli stipendi e le pensioni sono stati bloccati, così l'uso dei telefoni per comunicare da parte dei sei ristretti agli arresti domiciliari. Il timore dei magistrati è che anche dal carcere i 22 possano inquinare le prove. La tesi è che i proventi dello spaccio siano serviti per produrre ingiustificato arricchimento, incrociando i dati relativi al tenore di vita medio se si considerano solo gli introiti ufficialmente dichiarati a seguito di rapporti di lavoro.
Oltre agli interrogatori di garanzia, che come si è visto stanno andando a vuoto e non stanno consentendo agli inquirenti di ricostruire la catena dello spaccio risalendo ai "pesci" più grossi, in questi giorni stanno avendo luogo anche i riesami delle singole posizioni per il censimento dei beni e il calcolo delle sperequazioni: un'indagine che va oltre il mero sequestro probatorio, focalizzata altresì a stabilire dove siano finiti i ricavi dallo smercio. Rimane difficile comunque che chi si trova gravato di custodia cautelare in carcere venga rimesso in libertà, più probabile -nelle ipotesi eventuali- la concessione degli arresti domiciliari agli accusati di minor rilievo nell'inchiesta.