martedì 11 febbraio 2020

RETATA ANTIDROGA, TRE CAPI DELLA BANDA AVEVANO UNA SOCIETÀ PER L'ACQUACOLTURA: RICICLAVA IL DENARO SPORCO RICAVATO DAL TRAFFICO?

Non passa giorno, da quando giovedì scorso i Carabinieri di Chioggia hanno dato vita alla retata antidroga chiamata Tsunami, che non vengano resi noti nuovi particolari riguardo l'attività criminosa della banda di spacciatori ramificata tra Chioggia, l'hinterland veneto, la Spagna e la Slovenia.
Oggi si scopre che tre degli individui di punta della gang, i capi Marco di Bella, Raffaele d'Ambrosio e Igri Varagnolo avevano dato vita a una società semplice denominata La Tasca, secondo una formula esplicitamente prevista per l'attività agricola.
La società era regolarmente iscritta al GRAL, l'organismo di gestione delle risorse lagunari, allo scopo di esercitare l'attività di acquacoltura previa subconcessione in aree assegnate per l'allevamento.
La Tasca, di cui i tre figurano come unici soci, ha sede a Borgo San Giovanni in casa di Marco di Bella e dispone anche di un barchino, con targa di registrazione RV 7180. Dato il particolare legame di interesse fra i tre (tutti attualmente ristretti in carcere) non è escluso che l'impresa sia servita a riciclare il denaro sporco ricavato dal traffico della cocaina.
Anche un altro dei malviventi coinvolti, Umberto Pugiotto, figura iscritto al registro del GRAL quale appartenente a un'altra società, assieme a persone incensurate.

LA POLIZIA ARRESTA UN ALTRO SPACCIATORE, CHIOGGIOTTO DI 63 ANNI: A CASA AVEVA 150 GRAMMI DI COCAINA E 70MILA EURO IN CONTANTI

È stata una soffiata al Commissariato di Pubblica Sicurezza a mettere gli agenti della Polizia di Stato sulle tracce di Palmiro Boscolo Moreto, chiamato Rino, 63enne finora incensurato che nella sua abitazione deteneva 150 grammi di cocaina e 70mila euro in contanti.
Lo spacciatore, al momento, appare slegato dalla colossale operazione Tsunami che lo scorso giovedì aveva assicurato alla giustizia 28 "pesci" piccoli, medi e grandi dello smercio di droga a Chioggia. Rino Moreto, che in passato aveva gestito un bar nel centro storico di Chioggia, dopo l'arresto ha ritenuto di non dover rispondere alle domande del giudice per le istanze preliminari Andrea Battistuzzi, e si trova ora in carcere.

lunedì 10 febbraio 2020

ERANO DEL CAPOBANDA MARCO DI BELLA LE AUTO E GLI SCOOTER DATI ALLE FIAMME A BORGO SAN GIOVANNI: REGOLAMENTO DI CONTI


Marco di Bella, il capo della banda

L'apertura del grande vaso che celava i traffici di droga a Chioggia, per mezzo dell'operazione Tsunami dello scorso giovedì, consente anche di risalire ad avvenimenti degli anni scorsi, rileggendoli alla luce di quanto accaduto. È notizia infatti che le auto e gli scooter dati alle fiamme in via Pietro Nenni a Borgo San Giovanni tra il 2016 e il 2018 appartenevano al 52enne Marco di Bella, considerato il capo della banda di spacciatori: il soggetto, che appariva come innocuo e affabile, era in realtà al centro di regolamenti di conti per partite non pagate o invasioni di campo da altri delinquenti.

Luca Tiozzo Celi, agli arresti domiciliari

Si configura una concorrenza non così pacifica e spartitoria come si era lasciato intendere, in quanto ci sono stati appunto questi atti di "guerra" che hanno coinvolto nel tempo anche i mezzi (non solo le automobili) di altri pregiudicati. A Di Bella sono stati rinvenuti 170mila euro in contanti, scovati in un'auto abbandonata nel suo garage, e altri 70mila euro dentro una cassaforte a prova di ladri. Inoltre l'uomo era socio di locali a Tenerife, le cui partecipazioni sono state sequestrate.

ASSALTO DOMENICALE DI TURISTI A CHIOGGIA E SOTTOMARINA, SBOTTANO I RESIDENTI DI SAN FELICE: OCCUPATO TUTTO IL PARCHEGGIO A LORO RISERVATO

Prima domenica di sole e bel tempo dell'anno, primo grande afflusso di turisti a Chioggia e Sottomarina. Ieri le strade che portavano alle due località sono state percorse da un notevole flusso di veicoli, e tutti i parcheggi sono stati presi d'assalto: difficile trovare posto a quello scoperto nell'isola Saloni e in sacca San Francesco.
Ma la situazione più pesante si è verificata a San Felice, complice le scelte dei tanti ospiti indirizzavate verso la diga: come spesso purtroppo accade, i residenti denunciano il fatto che il parcheggio loro riservato con tanto di cartello all'ingresso -adiacente alla ex colonia Turati- venga sostanzialmente occupato in blocco dalle auto di chi non abita in città e non può esporre il permesso sul cruscotto, senza che si riesca a mettere un freno, nonostante le forze dell'ordine siano state spesso sollecitate a intervenire. Lunga sarà la primavera e ancor più l'estate, se una soluzione non verrà trovata rapidamente per la soddisfazione di tutte le parti in causa.

sabato 8 febbraio 2020

RETATA ANTIDROGA, TUTTO NASCE DA UN FOGLIETTO SMARRITO. LA CITTÀ È GRATA E RICONOSCENTE ALLE FORZE DELL'ORDINE

La retata antidroga chiamata Tsunami, che giovedì ha portato in carcere e agli arresti domiciliari ben 28 persone quasi tutte di Chioggia, rivela in trasparenza aspetti degni di considerazione. L'indagine dei Carabinieri della Compagnia di Chioggia riferisce a un periodo compreso tra il 2017 e il 2018 e ha preso le mosse da un foglietto caduto accidentalmente a terra a Igri Varagnolo, il 65enne che figura tra gli arrestati: in esso erano annotati nomi di consumatori, spacciatori e "agenti da tramite" per il colossale giro di cocaina e droghe leggere poi sviluppato.
Di qui i collegamenti soprattutto con Marco di Bella e Raffaele d'Ambrosio, che gestivano le partite in arrivo dalla Spagna e dalla Slovenia. L'organizzazione si serviva di un linguaggio in codice, emerso dalle intercettazioni telefoniche, e anche di un sistema "artigianale" di recupero dei crediti attraverso l'invio di picchiatori minacciosi già noti alla cronaca nera. Tra le persone ristrette agli arresti domiciliari, disposti dal giudice per le indagini preliminari Andrea Battistuzzi del Tribunale di Venezia, c'è anche un militare dell'Esercito, Floriano Stifani di 43 anni -cresciuto a Chioggia e ora residente a Treviso- che millantava al telefono di fare acquisti proibiti anche per i propri commilitoni.
Molti in città sono convinti che l'inchiesta sia solo all'inizio e che molti altri "pesci" piccoli, medi e grandi stiano tremando per possibile coinvolgimenti nel prossimo futuro: i Carabinieri e la Guardia di Finanza di Venezia (che ha eseguito i sequestri patrimoniali ai danni del clan) stanno godendo in questi giorni dell'unanime stima, gratitudine, riconoscenza e soddisfazione espressa dalla cittadinanza, che invita le forze dell'ordine ad andare fino in fondo per sgominare il mercato degli stupefacenti e riportare in alto l'immagine della città.

AUTO NE TAMPONA UN'ALTRA E CENTRA UN LAMPIONE IN TOMBOLA, SEGNALATE PRESENZE SOSPETTE IERI SERA A VIGO

Due episodi "al limite" hanno avuto per teatro, la scorsa notte, il centro storico di Chioggia. Nel primo un cittadino straniero, attorno alle 2 di notte, mentre era alla guida di un'auto di marca Ford ha dapprima urtato un'altra vettura nei pressi del mercato ittico all'ingrosso, poi ha proseguito fino a viale Repubblica (nel quartiere Tombola) dove ha semi-abbattuto un lampione elettrico. L'auto è rimasta bloccata, sono intervenuti i carabinieri e il soccorso stradale: con molte probabilità, l'uomo non era in grado di guidare.
Sempre a Chioggia -ma in zona Vigo- ieri sera attorno alle 19 sono stati notati due individui alti e robusti, che indossavano un berretto, i quali stavano "provando" le serrature di alcuni edifici, tenendo probabilmente una chiave in mano per verificare di potervi accedere. Sono stati tenuti sott'occhio mentre si avvicinavano ad un ufficio, a un laboratorio artigianale per la produzione di pasta e a tre abitazioni private, prima di dileguarsi. L'azione è stata segnalata al Commissariato di Pubblica Sicurezza.

venerdì 7 febbraio 2020

RETATA ANTIDROGA, UN ALTRO CHIOGGIOTTO ARRESTATO. MEZZO MILIONE NEI BEAUTY CASE, BORSONI, CASSEFORTI E AUTO DELLA GANG

A distanza di un giorno dalla maxioperazione Tsunami, che ieri mattina all'alba ha condotto in carcere 18 persone più altre 7 sottoposte a differenti misure cautelari, i Carabinieri della Compagnia di Chioggia tirano le somme e aggiornano la lista delle persone coinvolte nello spaccio di sostanze stupefacenti: altri tre individui infatti sono stati pizzicati in flagrante e ristretti alle case circondariali. Si tratta del chioggiotto Lucio Cavallarin, 37 anni, nella cui abitazione è stato trovato mezzo kg di cocaina; del padovano Christian de Pascalis, con 4 kg di marijuana e di Stefano Lazzaro, di Due Carrare (Padova), detentore di un etto di polvere bianca.
Per quanto riguarda le persone arrestate ieri, in tre garage di Raffaele d'Ambrosio sono stati ritrovati 6 kg di cocaina, nascosti in una vettura e in alcuni borsoni. In un altro garage, a disposizione di Alessandro Carisi, erano presenti 9 kg di marijuana. Ciò che ha colpito gli inquirenti sono anche le quantità di denaro contate reperito durante le perquisizioni: lo stesso d'Ambrosio teneva 60mila euro in un beauty case, analogo nascondiglio per 170mila euro scovati in un'auto abbandonata nel garage di Marco di Bella, considerato il capo della banda. Sempre Di Bella aveva 70mila euro dentro una cassaforte a prova di ladri, mentre un'altra cassaforte (quella di Sandro Furlan) conteneva 40mila euro che gli investigatori ritengono provento dell'attività di smercio. Sommati ad altri ritrovamenti, il totale è di ben oltre mezzo milione in denaro contante: cifre mai girate prima a Chioggia tutte assieme.
Ringraziamenti ai magistrati, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza di Venezia (autrice dei sequestri) provengono dal sindaco Alessandro Ferro: «Mi sono congratulato personalmente con il comandante della Compagnia Carabinieri di Chioggia, Francesco Barone, chiedendogli di estendere il mio plauso anche ai 300 Carabinieri e ai 100 uomini della Guardia di Finanza, che erano direttamente impegnati sul campo. Una vittoria della legalità, certo, che mette a nudo l'altra faccia della medaglia, ovvero quei mali della società attuale, riguardo i quali è doveroso interrogarsi come singoli e come istituzioni».
Si aggiunge ai ringraziamenti per il buon esito della maxioperazione l'assessore alle Politiche Sociali Luciano Frizziero: «I problemi sono globali, ma evidentemente investono anche Chioggia in tutta la loro urgenza. Non solo droga, ma anche alcol, consumato soprattutto tra i giovani, bullismo e gioco d'azzardo, che ha numeri impressionanti, con milioni spesi in slot machine. Le risponde a fenomeni complessi non sono mai facili».